Bologna, auto autonome UniBo sul podio mondiale a Vienna
17/06/2026
Due auto a guida autonoma in scala 1:10 progettate all’Università di Bologna hanno conquistato il secondo e il terzo posto alla 27th Roboracer Autonomous Racing Competition, gara internazionale disputata a Vienna durante la IEEE International Conference on Robotics and Automation, svoltasi dal 1° al 5 giugno 2026. Un risultato che conferma il livello raggiunto dalla ricerca dell’Alma Mater nel campo della robotica applicata, dell’intelligenza artificiale e dei sistemi di guida autonoma.
UniBo Motorsport tra i migliori team universitari al mondo
Alla competizione hanno partecipato 35 team universitari provenienti da diversi Paesi, in una sfida tecnica basata su prototipi autonomi capaci di muoversi in pista senza pilota, interpretando traiettorie, velocità, ostacoli e condizioni di gara attraverso algoritmi di controllo e sistemi di percezione. L’Italia era rappresentata soltanto dall’Università di Bologna e dall’Università di Modena e Reggio Emilia.
Le due vetture dell’Alma Mater si sono piazzate alle spalle del team coreano vincitore del primo premio, superando quasi tutti gli altri concorrenti in gara. Il doppio podio ottenuto a Vienna assume un valore particolare perché arriva in una competizione legata a una delle conferenze internazionali più rilevanti per il settore della robotica, la IEEE International Conference on Robotics and Automation, punto di riferimento per università, centri di ricerca e imprese tecnologiche.
La squadra bolognese era composta da Enrico Mannocci, dottorando, e dagli studenti Francesco Ognibene, Alberto De Nardis e Samuele Crimi, membri di UniBo Motorsport, il racing team ufficiale dell’Università di Bologna. La struttura coinvolge complessivamente circa 350 studentesse e studenti, impegnati in progetti che uniscono ingegneria, innovazione, progettazione meccanica, elettronica, software e sperimentazione su veicoli da competizione.
Dalla vittoria di Atlanta ai nuovi prototipi
Il risultato di Vienna arriva dopo il successo ottenuto nel 2025 ad Atlanta, dove il team UniBo aveva conquistato il primo posto assoluto nella stessa competizione. Il premio economico ricevuto in quell’occasione, pari a 3.000 dollari, è stato reinvestito per sviluppare i nuovi prototipi e coprire le spese necessarie alla partecipazione dell’edizione 2026.
La scelta di destinare le risorse alla crescita del progetto ha permesso al gruppo di presentarsi a Vienna con due vetture competitive, capaci di confermare la solidità del lavoro svolto nei laboratori universitari. Dietro il risultato sportivo c’è una componente di ricerca rilevante: le auto autonome in scala richiedono lo sviluppo di sistemi in grado di analizzare l’ambiente, calcolare la traiettoria migliore e reagire rapidamente alle dinamiche della pista.
In questo tipo di competizione, il valore non è legato soltanto alla velocità del mezzo, ma alla qualità dell’intero sistema tecnologico. Ogni prototipo deve integrare sensori, calcolo, controllo e software, con un margine di errore molto ridotto. Per gli studenti coinvolti, la gara rappresenta quindi anche un banco di prova concreto, vicino alle sfide che il settore automotive e la mobilità intelligente stanno affrontando su scala internazionale.
Ora la sfida è trovare fondi per Seul
L’edizione di Vienna, a differenza di quella precedente, non prevedeva premi in denaro per il secondo e il terzo posto. Dopo il doppio podio internazionale, il team deve quindi affrontare una nuova difficoltà: individuare le risorse necessarie per proseguire lo sviluppo tecnologico delle vetture e partecipare alla prossima edizione dei mondiali, in programma a Seul.
Gli studenti della squadra hanno spiegato che la partecipazione di quest’anno è stata possibile grazie ai fondi ottenuti con la vittoria di Atlanta. L’assenza di un premio economico nell’edizione 2026 rende però più complicato replicare lo stesso percorso. Per questo il gruppo è alla ricerca di fondi e sponsorizzazioni che consentano a tre o quattro studentesse o studenti di raggiungere la Corea del Sud e continuare a rappresentare l’Università di Bologna nella competizione internazionale.
Per sostenere il progetto è stata indicata anche una raccolta fondi ufficiale sulla piattaforma GoFundMe, intitolata “UBM Racing: Four Students, Two Cars, One Shot at Seoul”. L’obiettivo è dare continuità a un lavoro che, partendo da un team universitario, ha già portato Bologna su un podio mondiale e che ora punta a trasformare il risultato di Vienna in una nuova occasione di crescita scientifica, tecnica e formativa.
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