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Tagli ai luoghi della Resistenza, l’Emilia-Romagna chiede fondi

23/04/2026

Tagli ai luoghi della Resistenza, l’Emilia-Romagna chiede fondi

L’Emilia-Romagna chiede al ministro della Cultura Alessandro Giuli e al Governo Meloni di reintegrare il 20% delle risorse tagliate nel 2026 ai siti storici della Resistenza riconosciuti a livello nazionale. Tre di questi si trovano sul territorio regionale — l’Istituto Alcide Cervi di Gattatico, il Comitato regionale per le onoranze ai Caduti di Marzabotto e la Fondazione Fossoli di Carpi — e, secondo quanto illustrato in conferenza stampa a Bologna, rischiano una contrazione significativa dei trasferimenti statali proprio in una fase in cui avevano programmato attività, progetti culturali e iniziative pubbliche legate alla memoria repubblicana.

Il calo dei trasferimenti e i numeri del definanziamento

Il nodo riguarda una riduzione che, per il 2026, porterebbe ciascuno dei tre istituti a ricevere 363.947 euro, contro i 451.250 euro del 2025. La differenza supera quindi gli 87 mila euro per ciascuna realtà. La diminuzione, è stato spiegato, deriva dalla somma di due interventi successivi: il taglio del 5% previsto dalla legge Finanziaria 2026 e un ulteriore 15% contenuto nel recente Decreto Accise. Di questi oltre 87 mila euro in meno, circa 64 mila sarebbero legati proprio a quest’ultimo provvedimento.

La Regione sottolinea che il ridimensionamento dei fondi statali non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in una traiettoria già avviata. Fino al 2023, infatti, i tre siti storici della Resistenza in Emilia-Romagna ricevevano annualmente 500 mila euro ciascuno. Dal 2024 si è aperta una fase di riduzione progressiva: prima a 475 mila euro, poi a 451.250 euro nel 2025, fino alla cifra prevista per il 2026. Un andamento che, secondo viale Aldo Moro, rischia di incidere pesantemente sulla tenuta di strutture che non svolgono un ruolo simbolico astratto, ma custodiscono archivi, organizzano percorsi didattici, promuovono ricerca storica e tengono viva la trasmissione pubblica della memoria antifascista.

La presa di posizione della Regione e l’appello al Governo

Il tema è stato al centro di una conferenza stampa convocata in Regione a Bologna dal presidente Michele de Pascale e dall’assessora alla Cultura Gessica Allegni, alla presenza di Vasco Errani per l’Istituto Alcide Cervi, Manuela Ghizzoni per la Fondazione Fossoli e Valter Cardi per il Comitato regionale per le onoranze ai Caduti di Marzabotto. La richiesta rivolta all’esecutivo nazionale è chiara: ripristinare integralmente le risorse sottratte, seguendo la linea annunciata per Sant’Anna di Stazzema.

De Pascale e Allegni hanno richiamato il valore nazionale dei tre luoghi emiliano-romagnoli, definiti parte integrante della storia repubblicana italiana e del percorso che ha condotto alla Liberazione, alla nascita della Repubblica e alla Costituzione. Nel loro intervento hanno evidenziato come queste strutture avessero già impostato programmi importanti per gli anni in corso, destinati a intrecciarsi con ricorrenze di forte rilievo civile, e come il definanziamento rischi di compromettere attività già pianificate.

Il sostegno economico della Regione ai tre istituti

Accanto alla richiesta al Governo, la Regione ha voluto lanciare anche un messaggio politico e operativo ai tre istituti della memoria: le attività non dovranno fermarsi. L’impegno dichiarato è quello di non lasciare sole queste realtà e di intervenire, se necessario, anche con risorse proprie per evitare la cancellazione di eventi, iniziative e percorsi culturali già previsti.

Su questo fronte pesa il contributo già garantito attraverso la legge regionale sulla Memoria del Novecento, la n. 3 del 2016. Per il triennio 2024-2026, la Giunta regionale ha stanziato complessivamente 576 mila euro: 150 mila euro al Comitato per le onoranze ai Caduti di Marzabotto, con 50 mila euro per ciascuna annualità; 330 mila euro all’Istituto Cervi, pari a 110 mila euro all’anno; 96 mila euro alla Fondazione Fossoli, con 32 mila euro per ogni annualità. Un sostegno che, nelle intenzioni della Regione, dovrà affiancarsi ai finanziamenti statali, non sostituirli. Il confronto ora si sposta sul piano nazionale, dove si attende una decisione sul reintegro dei fondi destinati a tre luoghi che, per l’Emilia-Romagna, restano un presidio culturale e civile di primo piano.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.