Scuole Aperte Metropolitane: a Bologna un progetto per trasformare gli istituti in spazi di comunità
19/04/2026
Le scuole che restano aperte oltre l’orario delle lezioni diventano luoghi attraversati da esperienze, relazioni e opportunità che vanno oltre la didattica tradizionale. È su questa visione che si fonda Scuole Aperte Metropolitane, il progetto promosso dalla Città metropolitana di Bologna e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa e offrire ai più giovani contesti di crescita più inclusivi e partecipati.
L’iniziativa si rivolge in particolare ai preadolescenti, una fascia d’età delicata in cui il bisogno di spazi di espressione, confronto e appartenenza si intreccia con quello di orientamento educativo. La scuola, in questo scenario, viene ripensata come presidio territoriale capace di accogliere bisogni diversi e costruire connessioni solide tra istituzioni, famiglie e comunità locali.
Un modello basato sulla coprogettazione e sulle reti territoriali
Per tradurre questi obiettivi in azioni concrete, la Città metropolitana ha pubblicato un avviso rivolto agli Enti del Terzo Settore, chiamati a partecipare a un percorso di coprogettazione entro il 27 aprile. L’intento è costruire interventi realmente aderenti ai contesti locali, partendo dall’ascolto dei territori e delle famiglie.
Il progetto si inserisce all’interno di un accordo di partenariato ampio e articolato: la Città metropolitana di Bologna svolge il ruolo di capofila, affiancata da 54 Comuni, 49 Istituti Comprensivi, le Aziende sanitarie di Bologna e Imola e l’Università di Bologna. Una rete che consente di mettere in relazione competenze diverse e di sviluppare un approccio integrato alle politiche educative.
Le risorse stanziate dalla Regione Emilia-Romagna ammontano a 875.550 euro, un investimento che punta a generare un impatto più ampio grazie alla collaborazione tra i soggetti coinvolti. La coprogettazione rappresenta infatti uno strumento operativo attraverso cui moltiplicare il valore delle risorse disponibili, attivando energie già presenti nei territori.
Attività educative e inclusione: la scuola come spazio vivo
Le attività previste spaziano tra ambiti differenti, con un’attenzione particolare allo sviluppo armonico delle competenze e al benessere dei ragazzi. Cultura, sport, creatività, educazione alla salute, competenze digitali e apprendimento esperienziale costituiscono alcune delle direttrici su cui verranno costruiti i percorsi educativi.
Al centro del progetto resta la volontà di ridurre le disuguaglianze educative e territoriali, offrendo opportunità accessibili indipendentemente dal contesto di provenienza. L’idea è quella di valorizzare le specificità locali senza rinunciare a una visione condivisa a livello metropolitano, capace di garantire pari condizioni di accesso e partecipazione.
La collaborazione tra scuola, servizi, enti locali e Terzo Settore si concretizza anche nella creazione di spazi di confronto stabili, a livello distrettuale e metropolitano. In questi contesti sarà possibile leggere i bisogni emergenti, condividere obiettivi e definire interventi coerenti, evitando frammentazioni e sovrapposizioni.
Nel progetto prende forma un’idea di scuola che supera la funzione tradizionale per diventare punto di riferimento quotidiano per studenti e famiglie, uno spazio in cui costruire relazioni e sviluppare competenze che accompagnano la crescita personale.
I dettagli dell’avviso e le modalità di partecipazione saranno illustrati il 20 aprile 2026 alle ore 15.30 durante un incontro online, per il quale è prevista registrazione. Un passaggio operativo che segna l’avvio concreto di un percorso destinato a incidere sull’organizzazione degli spazi educativi e sul rapporto tra scuola e territorio.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.