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Garisenda, a Bologna partiti 34 micropali profondi 21 metri

03/06/2026

Garisenda, a Bologna partiti 34 micropali profondi 21 metri

Sono iniziati a Bologna i lavori per la realizzazione dei primi 34 micropali destinati al plinto di fondazione Nord del sistema di messa in sicurezza della Torre Garisenda. Gli elementi, profondi 21 metri, saranno installati nel punto in cui poggerà una delle due macchine di tiro previste dal progetto, strutture chiamate a controllare e stabilizzare la torre durante le successive fasi di intervento sulle fondazioni.

Settanta micropali per sostenere le macchine di tiro

Il piano complessivo prevede l’installazione di 70 micropali in corrispondenza delle fondazioni dei due tralicci e delle relative macchine di tiro. Si tratta di opere necessarie per garantire la tenuta a trazione e a flessione delle strutture quando entreranno in funzione per esercitare il controllo sulla Garisenda.

In linea teorica, il cantiere potrebbe procedere con la collocazione di due pali al giorno. I tempi effettivi, però, saranno condizionati anche dalle variabili meteorologiche e climatiche del periodo, che possono incidere sull’organizzazione delle lavorazioni e sulla continuità delle operazioni in piazza di Porta Ravegnana.

I micropali saranno inseriti all’interno di una dima, una struttura in acciaio posata su calcestruzzo che funziona come uno stampo e contiene i fori destinati ad accoglierli. Nei tubi verrà poi immessa una miscela con una doppia funzione: mantenere in pressione il terreno e formare il micropalo vero e proprio.

La tecnica scelta per evitare movimenti anomali della torre

Le lavorazioni sono state progettate con particolare attenzione alla stabilità della Garisenda. I micropali, infatti, sono stati studiati per evitare qualunque movimento anomalo della torre durante l’esecuzione degli interventi. Per questa ragione la perforazione avverrà in modalità a rotazione e non a percussione, così da ridurre le possibili ripercussioni sulla struttura storica.

Ogni micropalo avrà un diametro reso di circa 300 millimetri e sarà armato con una barra cava di acciaio ad alta resistenza, a filetto continuo, del diametro di 90 millimetri e con spessore di 10 millimetri. La barra, lunga tre metri, sarà utilizzata nella tecnica di auto-perforazione. I singoli tratti saranno poi giuntati con manicotti, in modo da garantire la continuità del palo lungo tutta la sua profondità e assicurare la trasmissione delle azioni a trazione e taglio.

Durante l’installazione verrà iniettata una miscela cementizia, utilizzata anche come fluido di perforazione, fino a ottenere il diametro nominale previsto. Nei primi tre-quattro metri di profondità, a partire dal piano della piazza, sarà inoltre collocato un tubo metallico di rinforzo con diametro di 194 millimetri e spessore di 12,5 millimetri.

Le strutture già usate per la Torre di Pisa

Le strutture metalliche di ancoraggio e tiro previste per la Garisenda sono le stesse utilizzate per la Torre di Pisa. Il sistema impiega cavi d’acciaio per tirare e stabilizzare la torre mentre vengono consolidati i terreni e le fondazioni. Le macchine sono progettate per tollerare fino a 300 tonnellate.

A Bologna saranno collocate a circa 13-14 metri dalla base della torre e sopraelevate a 22 metri di altezza, all’interno dell’area transennata del cantiere. La loro installazione rappresenta una delle fasi più delicate del percorso di messa in sicurezza, perché dovrà essere accompagnata da un controllo costante delle reazioni della torre e del terreno circostante.

Per questo motivo tutte le attività sono state coordinate, sia sul piano logistico sia su quello temporale, con la Control Room e con la società incaricata del monitoraggio dei sensori installati sulle Due Torri. Il controllo sarà attivo ventiquattr’ore su ventiquattro, con particolare attenzione ad alcuni sensori ritenuti determinanti per verificare l’eventuale influenza della realizzazione dei micropali sulla Garisenda.

Dalle platee alle funi: le prossime fasi del cantiere

Una volta completata la realizzazione dei micropali, il cantiere procederà con l’installazione della carpenteria e delle armature, seguita dal getto in calcestruzzo per la costruzione delle platee. Successivamente sarà montata la carpenteria metallica del basamento delle macchine di tiro, collegata ai pali di fondazione attraverso elementi metallici pesanti inglobati nella platea.

La fase successiva prevede l’installazione delle macchine di tiro, delle funi, delle zavorre e delle componenti meccaniche e idrauliche che regoleranno il sistema. Saranno poi allestiti i cavi in posizione transitoria e installati i tralicci destinati a sostenere le macchine di tiro Nord e Ovest.

Il passaggio finale consisterà nel collegamento dei cavi alle macchine e nell’avvio di una moderata azione di trazione, indicata come prima fase di tiro. Anche questa operazione sarà seguita da un monitoraggio accurato e prolungato, necessario per comprendere il comportamento dell’elevazione della torre e dei terreni di fondazione prima di procedere con ulteriori interventi.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to