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Renata Viganò, a Bologna il totem sulla memoria partigiana

27/05/2026

Renata Viganò, a Bologna il totem sulla memoria partigiana

Nel cortile d’Onore di Palazzo d’Accursio, a Bologna, è visibile da oggi il totem dedicato a Renata Viganò, scrittrice partigiana e voce tra le più riconoscibili della Resistenza. L’installazione ruota attorno alla parola chiave “Memoria”, scelta a partire da una sua citazione sulle donne che presero parte alla lotta di Liberazione e che, dopo la guerra, tornarono nelle case, nelle fabbriche, negli ospedali, negli uffici e nelle scuole, portando con sé il ricordo vivo di quella stagione.

La citazione scelta per raccontare le donne della Resistenza

Il riferimento è tratto da Renata Viganò. Con parole sue, volume curato da C. Alvisi e T. Roversi e pubblicato da Minerva nel 2018. Nel brano scelto per il totem, Viganò richiama la presenza delle donne della Resistenza dopo la fine del conflitto: donne rientrate nella vita quotidiana, nel lavoro e nella famiglia, ma anche donne cadute, diventate memoria collettiva nelle bandiere di brigata e nei ritratti conservati sui muri del lutto.

La parola “Memoria” diventa così il punto di partenza per ripercorrere il ruolo di Viganò nella costruzione dell’Italia democratica. Il totem non si limita a ricordare una figura letteraria e civile, ma inserisce la sua esperienza in una vicenda più ampia, fatta di partecipazione politica, impegno sociale e presenza femminile nella fase decisiva che seguì la Liberazione.

La mostra a 80 anni dal voto alle donne

L’installazione dedicata a Renata Viganò fa parte della mostra “Prendere parola. Le donne nella costruzione della Repubblica 1945-1955”, inaugurata oggi dalla Regione Emilia-Romagna nel piazzale Renzo Imbeni. L’esposizione resterà allestita fino al 30 giugno ed è curata da Caterina Liotti e Natascia Corsini del Centro documentazione donna di Modena.

La mostra nasce in occasione degli 80 anni dal voto alle donne, conquista storica legata al 2 giugno 1946, quando le cittadine italiane parteciparono al referendum istituzionale e all’elezione dell’Assemblea Costituente. Il percorso espositivo restituisce il contributo femminile alla nascita della Repubblica, concentrandosi sulle parole, sugli interventi pubblici e sulle esperienze di undici protagoniste della ricostruzione in Emilia-Romagna.

Undici protagoniste della democrazia in Emilia-Romagna

Il progetto è il risultato di un percorso partecipativo realizzato con i Comuni capoluogo e con il contributo di un Comitato scientifico composto da rappresentanti degli archivi e dei Centri di documentazione della regione. Al centro dell’esposizione ci sono Nilde Iotti, Gina Borellini, Renata Viganò, Luisa Gallotti Balboni, Jolanda Baldassari, Ida Sangiorgi, Lidia Greci, Margherita Zoebeli, Laura Polizzi, Maria Bassi e Medina Barbattini.

Per ciascuna di loro è stato realizzato un totem costruito attorno a una parola significativa, tratta da un articolo, da un discorso pronunciato in piazza, da un’assemblea, da un congresso di partito o associativo, oppure da un’intervista. Ogni installazione ricostruisce le tappe dell’impegno pubblico e civile di queste donne, mettendo in relazione biografia, linguaggio politico e storia democratica del territorio.

Oltre al percorso principale allestito nel piazzale Renzo Imbeni, alcune installazioni sono presenti anche nei municipi dei Comuni legati alle protagoniste: il totem di Gina Borellini a Modena, quello di Renata Viganò a Bologna, quello di Medina Barbattini a Piacenza e quello di Ida Sangiorgi a Cesena.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to