Bologna, tre alloggi ERP per donne vittime di violenza
09/07/2026
Il Comune di Bologna mette a disposizione per il 2026 tre alloggi ERP di sua proprietà per favorire la mobilità intercomunale di donne vittime di violenza o in uscita da percorsi di violenza. La misura punta a garantire condizioni di sicurezza personale e familiare attraverso il trasferimento in un altro Comune, lontano dal contesto territoriale in cui si è verificata la situazione di rischio.
Tre abitazioni per nuclei familiari fino a quattro persone
Gli alloggi disponibili sono destinati a nuclei con composizioni diverse. Due appartamenti sono riservati a nuclei formati da una o due persone, con superfici comprese tra 28 e 56 metri quadrati. Un terzo alloggio è invece destinato a nuclei di tre o quattro persone, con superficie compresa tra 56,01 e 79 metri quadrati.
La mobilità intercomunale potrà essere attivata entro il 30 ottobre 2026. La richiesta dovrà partire dalla donna vittima di violenza, o in fase di uscita da un percorso di violenza, e dovrà essere presentata presso il Servizio Sociale Territoriale del Comune di residenza. La procedura avverrà in accordo con il nucleo familiare e sarà subordinata alla verifica dei requisiti previsti.
I requisiti per accedere alla mobilità intercomunale
Per poter accedere alla misura è necessario che la donna sia già in carico al Servizio Sociale Territoriale e/o ai Centri Antiviolenza competenti. Occorre inoltre che sia assegnataria di un alloggio ERP oppure componente di un nucleo assegnatario, nel caso in cui l’autore della violenza domestica sia l’intestatario dell’abitazione.
Nel caso di condanna, anche non definitiva, è prevista la decadenza dall’assegnazione dell’alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica per l’autore della violenza. Il diritto al subentro nella titolarità spetta agli altri componenti del nucleo familiare, secondo quanto previsto dalla normativa.
Tra le condizioni richieste rientrano anche esigenze concrete di sicurezza personale della donna o di altri componenti della famiglia, quando risulti necessario allontanarsi dal territorio in cui si è sviluppata la situazione di violenza. Sarà riconosciuta priorità ai nuclei familiari con minori a carico o con la presenza di una persona con disabilità.
Valutazione affidata a politiche abitative e servizi sociali
Le domande saranno esaminate dall’Ufficio Politiche Abitative e dal Servizio Sociale Territoriale dei Comuni o delle Unioni interessati. La valutazione terrà conto della situazione abitativa, delle condizioni di rischio e del percorso già seguito dai servizi competenti.
L’iniziativa rientra nelle azioni previste dal Protocollo di Intesa per la promozione dell’autonomia abitativa delle donne vittime di violenza, sottoscritto da Città metropolitana di Bologna, Comuni e Unioni di Comuni, Regione Emilia-Romagna, Aziende Casa, sindacati, associazioni dei proprietari e degli inquilini e Centri Antiviolenza del territorio metropolitano.
La misura si collega inoltre al Piano per l’uguaglianza di Genere metropolitana 2021-2026, che promuove pari opportunità di accesso ai servizi e alle politiche pubbliche attraverso interventi concreti, tra cui quelli destinati a rafforzare l’autonomia abitativa delle donne che hanno subito violenza.
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