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Aeroporto di Bologna, 11 arresti della Polizia di Frontiera

27/05/2026

Aeroporto di Bologna, 11 arresti della Polizia di Frontiera

Undici persone ricercate sono state arrestate dalla Polizia di Stato all’aeroporto “Guglielmo Marconi” di Bologna nei primi mesi del 2026. Il bilancio arriva dall’attività della Polizia di Frontiera, impegnata nei controlli sui passeggeri in arrivo e in partenza dallo scalo bolognese, considerato uno snodo rilevante per la sicurezza internazionale e per il contrasto alla criminalità transnazionale.

Sette ordini di carcerazione eseguiti allo scalo

Una parte consistente degli interventi riguarda il ripristino di ordini di carcerazione a carico di sette cittadini stranieri: due tunisini, due moldavi, un marocchino, un rumeno e un senegalese. Le verifiche documentali effettuate durante i controlli di frontiera hanno consentito agli agenti di accertare la presenza di provvedimenti restrittivi già emessi nei loro confronti.

Secondo quanto ricostruito, le condanne definitive riguardavano reati contro la persona e contro il patrimonio. I provvedimenti erano stati disposti da diverse Procure della Repubblica, tra cui Bologna, Firenze, Genova, L’Aquila e Vercelli. Dopo l’identificazione e i rilievi fotodattiloscopici, i sette arrestati sono stati accompagnati direttamente alla Casa circondariale di Bologna.

Mandati europei tra Belgio, Francia e Germania

Nello stesso periodo la cooperazione giudiziaria internazionale ha portato all’esecuzione di tre Mandati di Arresto Europeo. Il primo caso ha riguardato un cittadino albanese fermato mentre era in partenza per Tirana. L’uomo era ricercato dalla magistratura belga per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, ipotesi di reato per la quale è prevista una pena massima di 15 anni.

Un secondo arresto è stato eseguito nei confronti di un cittadino afghano arrivato da Istanbul. L’uomo risultava ricercato in Francia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, riciclaggio e associazione per delinquere, fattispecie punite dall’ordinamento francese con pene fino a 20 anni. In questo episodio gli approfondimenti investigativi sono stati decisivi: dopo un primo controllo privo di anomalie, la profilazione del passeggero ha indotto gli agenti a svolgere ulteriori verifiche attraverso la Sala Operativa Internazionale. L’incrocio dei dati con le autorità francesi ha permesso di confermare l’identità dell’uomo e la validità del mandato.

Il terzo Mandato di Arresto Europeo ha riguardato un cittadino marocchino residente in Germania, intercettato al suo arrivo da Marrakech. A suo carico risultava un provvedimento emesso dalle autorità tedesche per reati contro il patrimonio. Tutti e tre gli arrestati sono stati portati nel carcere bolognese, a disposizione della Corte d’Appello competente.

Latitante Interpol fermato dopo il volo da Dublino

L’ultimo arresto è stato effettuato nei confronti di un cittadino rumeno residente nel Regno Unito, bloccato subito dopo l’arrivo a Bologna da un volo proveniente da Dublino. Dai controlli è emerso che l’uomo era destinatario di un mandato di arresto internazionale ai fini estradizionali, emesso dalle autorità moldave e inserito nei circuiti Interpol.

Il provvedimento riguarda accuse di corruzione e falso, reati per i quali l’uomo rischia fino a 10 anni di reclusione. Anche in questo caso, al termine delle procedure di identificazione, il ricercato è stato trasferito alla Casa circondariale di Bologna, dove resterà in attesa degli sviluppi legati alla richiesta di estradizione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.