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Marzabotto, nel pozzo etrusco bronzi e due scheletri

05/08/2026

Marzabotto, nel pozzo etrusco bronzi e due scheletri

Due statuette femminili in bronzo, un raro piatto bronzeo ancora lucente e i resti di due adulti sono stati scoperti all’interno di un pozzo rituale nell’area archeologica dell’antica città etrusca di Kainua, nei pressi di Marzabotto. Il ritrovamento è avvenuto nella zona sacra dedicata alla dea Uni, al termine della trentanovesima campagna di scavo condotta dall’Università di Bologna sotto la direzione di Elisabetta Govi, docente del Dipartimento di Storia Culture Civiltà.

Le offerte votive deposte durante la fondazione di Kainua

Il pozzo è stato indagato con la collaborazione sul campo del Gruppo Ravennate Archeologico. Sul fondo della struttura gli archeologi hanno individuato reperti di particolare pregio, conservati in condizioni eccezionali. Le due statuette e il piatto mostrano ancora il colore originario del metallo, un elemento che potrà fornire informazioni rilevanti sulle tecniche di lavorazione e sulle modalità della deposizione.

Secondo la prima interpretazione degli studiosi, gli oggetti sarebbero stati collocati nel pozzo come offerte votive durante un rito solenne di fondazione, celebrato tra la fine del VI e i primi decenni del V secolo avanti Cristo. La datazione coincide con la fase di nascita e organizzazione urbana della città etrusca di Kainua.

A un momento successivo risalirebbero invece i due scheletri umani adulti rinvenuti all’interno della struttura. La loro deposizione sarebbe collegata a un rito di chiusura, con il quale il pozzo cessò di essere utilizzato. La sequenza dei ritrovamenti documenta quindi almeno due fasi cerimoniali distinte: l’apertura, accompagnata dalle offerte bronzee, e la dismissione definitiva.

Il culto dell’acqua nell’area sacra della città etrusca

La posizione del pozzo rafforza l’ipotesi di una funzione religiosa. La struttura si trova infatti nell’area sacra urbana di Kainua, dove sono stati portati alla luce due grandi templi attribuiti, attraverso iscrizioni etrusche, a Tinia e Uni, divinità supreme del pantheon assimilabili a Giove e Giunone.

Nello stesso spazio è documentato anche il culto di Vei, corrispondente alla Demetra greca e alla Cerere romana, divinità legata alla fertilità dei campi e degli esseri umani. Il pozzo avrebbe quindi avuto una funzione diversa dal normale approvvigionamento idrico: l’acqua era inserita in un sistema di pratiche religiose connesse alla protezione della città, alla fertilità e alla definizione simbolica dello spazio urbano.

Per gli archeologi, il ritrovamento permette di ricostruire con maggiore precisione i rituali celebrati durante la fondazione delle città etrusche. La presenza di manufatti integri e resti umani offre inoltre nuovi materiali per studiare le credenze, i gesti cerimoniali e l’organizzazione delle aree di culto.

I reperti saranno esposti al Museo Etrusco di Marzabotto

Al termine degli approfondimenti scientifici e delle attività di conservazione, i materiali potranno entrare nel percorso espositivo del MNEMA – Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto, recentemente riaperto dopo il rinnovo degli allestimenti e delle funzioni museali.

Il nuovo progetto del museo prevede un rapporto diretto tra ricerca archeologica ed esposizione al pubblico. I reperti provenienti dalle campagne di scavo potranno così essere presentati man mano che gli studi ne chiariranno datazione, utilizzo e significato, trasformando il percorso museale in uno spazio aggiornato sui risultati delle indagini in corso.

Gli scavi dell’Università di Bologna nel Parco archeologico di Kainua proseguono dal 1988. La campagna del 2026 è stata estesa di due settimane grazie a un finanziamento di 140 mila euro della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, nell’ambito dell’accordo sottoscritto nel 2023 tra l’ateneo e il museo. Proprio il prolungamento delle ricerche ha consentito di completare l’esplorazione del pozzo e recuperare i reperti.

Il progetto coinvolge i Musei Nazionali di Bologna, la Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, il MNEMA e l’Università di Bologna, mettendo in relazione scavo, tutela, studio scientifico e valorizzazione del patrimonio archeologico.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.