Groenlandia e Antartide, persi 11,3 mila miliardi di tonnellate
17/09/2026
Groenlandia e Antartide hanno perso complessivamente 11.309 miliardi di tonnellate di ghiaccio tra il 1979 e il 2023, contribuendo a un aumento medio globale del livello del mare pari a 31,4 millimetri. È il dato principale che emerge dalla più lunga serie di osservazioni satellitari finora realizzata sulle due grandi calotte glaciali, costruita attraverso rilevazioni che per la Groenlandia risalgono fino al 1972 e per l’Antartide al 1979.
Lo studio combina i dati di 27 missioni satellitari
L’analisi è stata realizzata da un gruppo internazionale di ricercatori dell’IMBIE, Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise, con il coordinamento di studiosi della Northumbria University e dell’Università di Washington e con il sostegno dell’ESA e della NASA. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Scientific Data.
Per ricostruire l’evoluzione delle calotte glaciali, gli scienziati hanno combinato 42 rilevazioni satellitari indipendenti provenienti complessivamente da 27 missioni. La serie permette di seguire per circa mezzo secolo i cambiamenti della massa glaciale e di distinguere il contributo della Groenlandia da quello dell’Antartide.
La Groenlandia ha fornito la quota maggiore dell’innalzamento osservato: la perdita dei suoi ghiacci ha contribuito per 18,1 millimetri all’aumento del livello del mare. Per l’Antartide il contributo calcolato dagli studiosi è invece pari a 13,3 millimetri.
L’84% delle perdite legato al movimento dei ghiacciai
I dati mostrano inoltre che il fenomeno non dipende principalmente dalla fusione del ghiaccio sulla superficie. Secondo lo studio, l’84% della perdita complessiva è riconducibile all’accelerazione dei ghiacciai, che scorrono verso l’oceano trasportando quantità maggiori di ghiaccio. Lo scioglimento superficiale rappresenta invece circa il 16% del totale rilevato.
La serie storica evidenzia un’accelerazione delle perdite a partire dagli anni Novanta. La Groenlandia, che negli anni Settanta si trovava in una situazione prossima all’equilibrio, perdeva circa 60 miliardi di tonnellate all’anno negli anni Ottanta. Nel decennio 2010 il valore medio è salito a 264 miliardi di tonnellate l’anno, periodo caratterizzato anche da diversi episodi estremi di fusione durante l’estate.
Una dinamica analoga, pur con valori differenti, è stata registrata in Antartide. Il tasso di perdita è passato da circa 48 miliardi di tonnellate all’anno negli anni Ottanta a 202 miliardi nel decennio 2010.
Tra il 2020 e il 2023 una temporanea riduzione delle perdite
Nel periodo compreso tra il 2020 e il 2023 i ricercatori hanno osservato un rallentamento temporaneo. Nevicate eccezionalmente abbondanti nell’Antartide orientale hanno compensato parte della perdita di massa registrata in altre aree del continente, mentre estati relativamente più miti in Groenlandia hanno ridotto sensibilmente lo scioglimento superficiale.
Gli autori dello studio interpretano però queste variazioni come oscillazioni di breve durata all’interno di una tendenza osservata su una scala temporale molto più ampia. La disponibilità di una serie satellitare che copre circa mezzo secolo permette ora di valutare con maggiore precisione il contributo delle calotte polari all’innalzamento del livello marino.
Il contributo dell’Università di Bologna alla ricerca
Allo studio ha partecipato anche Giorgio Spada, professore al Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell’Università di Bologna. Secondo il docente, le calotte glaciali rappresentano una componente centrale nelle proiezioni sul futuro livello del mare e la loro risposta al riscaldamento climatico resta una delle principali fonti di incertezza nei modelli utilizzati dagli studiosi.
Una ricostruzione continua e di lunga durata del comportamento dei ghiacci polari può quindi fornire informazioni più precise per valutare l’evoluzione futura delle coste e i possibili rischi per le popolazioni che vivono nelle aree costiere a bassa quota. Lo studio, intitolato “Mass balance of the Greenland and Antarctic ice sheets from the 1970s to 2023”, riunisce in un unico dataset decenni di osservazioni satellitari delle due maggiori calotte glaciali del pianeta.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to