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Geotermia in Emilia-Romagna, parte il progetto pilota per le imprese

21/07/2026

Geotermia in Emilia-Romagna, parte il progetto pilota per le imprese: fino al 35% di risparmio energetico

Un progetto pilota dedicato alla geotermia di superficie punta ad accompagnare le imprese di Bologna, Ferrara e Modena verso una maggiore autonomia energetica e una riduzione dei costi. L'iniziativa, promossa da Confindustria Emilia insieme alla Regione Emilia-Romagna e ad Arpae, prende forma attraverso un Protocollo d'intesa approvato dalla Giunta regionale il 22 giugno 2026 e mira a favorire la diffusione di impianti geotermici a bassa entalpia nelle aziende del territorio. Le imprese che aderiranno potranno contare anche su un servizio gratuito di consulenza preliminare per valutare la fattibilità degli interventi.

Geotermia di superficie, come funziona e quali vantaggi offre alle aziende

La tecnologia al centro del progetto sfrutta il calore naturalmente presente nei primi strati del sottosuolo per alimentare pompe di calore destinate al riscaldamento e al raffrescamento degli edifici. Nei primi 100-200 metri di profondità il terreno mantiene infatti temperature relativamente costanti, comprese tra i 10 e i 18 gradi, una caratteristica che consente di ottenere un'elevata efficienza energetica durante tutto l'anno.

Secondo le stime illustrate dai promotori, un immobile produttivo di dimensioni medie potrebbe ottenere un risparmio annuo compreso tra il 30% e il 35% rispetto a un impianto tradizionale. Oltre alla riduzione della spesa energetica, la geotermia consente di utilizzare un unico impianto per climatizzare gli ambienti in estate e in inverno, limitando la complessità della gestione tecnica.

Tra gli ulteriori benefici indicati figurano una maggiore efficienza rispetto alle pompe di calore aria-acqua, una sensibile diminuzione delle emissioni di anidride carbonica, un comfort più elevato negli ambienti di lavoro grazie a temperature uniformi e a una minore rumorosità, oltre a costi di manutenzione contenuti. Le sonde geotermiche installate nel sottosuolo possono infatti superare una vita utile di cinquant'anni.

Emilia-Romagna tra i territori con maggiore potenziale geotermico

La conformazione geologica della regione rappresenta uno dei punti di forza dell'iniziativa. L'Emilia-Romagna viene infatti indicata come un territorio ad alto potenziale per la geotermia a bassa entalpia, con numerosi impianti già operativi. Attualmente si contano 80 installazioni a Bologna, 46 a Ferrara e 38 a Modena, numeri che testimoniano una diffusione già avviata della tecnologia.

Il protocollo punta ora ad ampliare questa rete coinvolgendo direttamente le imprese interessate, così da verificare nuove applicazioni nel comparto industriale e favorire investimenti orientati all'autoconsumo energetico attraverso fonti rinnovabili.

Protocollo tra imprese, Regione e Arpae per accelerare la transizione energetica

Per Sonia Bonfiglioli, presidente di Confindustria Emilia, il progetto rappresenta un'opportunità concreta per rafforzare la competitività del sistema manifatturiero in una fase caratterizzata dall'instabilità dei mercati dell'energia. L'obiettivo è consentire alle aziende di sfruttare una risorsa disponibile nel territorio, riducendo l'esposizione agli aumenti dei costi energetici e contribuendo, allo stesso tempo, alla diminuzione delle emissioni.

Il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega allo Sviluppo economico e all'Energia, Vincenzo Colla, ha spiegato che l'iniziativa si inserisce nella strategia regionale orientata a favorire l'autoproduzione e l'autoconsumo attraverso tutte le principali fonti rinnovabili. La geotermia, ha osservato, rappresenta una risorsa ancora poco utilizzata ma capace di offrire vantaggi ambientali senza incidere sul paesaggio.

Anche l'assessora regionale all'Ambiente Irene Priolo ha evidenziato il valore della geotermia di superficie come strumento per ridurre consumi e costi energetici, migliorando al tempo stesso la sostenibilità dei processi produttivi e la capacità di adattamento dei territori alle sfide climatiche.

Il direttore generale di Arpae, Paolo Ferrecchi, ha infine confermato il contributo tecnico e scientifico dell'Agenzia al progetto, sottolineando come la collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo rappresenti uno degli elementi decisivi per favorire lo sviluppo di tecnologie innovative e di fonti energetiche rinnovabili a basso impatto ambientale.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.