Bologna, 25 alloggi per lavoratori con “Una casa per il lavoro”
04/09/2026
Parte a Bologna con 25 alloggi di edilizia pubblica il progetto sperimentale “Una casa per il lavoro”, promosso da Fondazione Abitare Bologna per aiutare lavoratrici e lavoratori ad accedere a un’abitazione a canone sostenibile. La manifestazione di interesse, pubblicata il 1° settembre 2026, coinvolge direttamente le imprese del territorio, chiamate a contribuire alla riqualificazione degli appartamenti che potranno poi essere destinati ai propri dipendenti.
Le imprese finanziano la riqualificazione dei 25 appartamenti
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Fondazione Abitare Bologna (FAB) e clubPRO, rete che riunisce diverse realtà imprenditoriali dell’area metropolitana. Il percorso sul tema dell’abitare è stato sviluppato insieme al Comune e alla Città metropolitana di Bologna, dopo l’avvio del confronto promosso all’Opificio Golinelli nel dicembre 2025.
Il Comune mette inizialmente a disposizione 25 immobili pubblici. Le aziende interessate potranno scegliere uno o più appartamenti e finanziare gli interventi necessari alla loro ristrutturazione. Fondazione Abitare Bologna rimborserà successivamente le somme sostenute secondo un piano di rientro concordato con l’impresa.
Dopo la sottoscrizione della convenzione, l’azienda potrà indicare una lavoratrice o un lavoratore a cui assegnare l’abitazione. La persona scelta stipulerà direttamente con FAB un contratto di locazione a canone concordato, trasformando così l’accesso alla casa in uno strumento di welfare aziendale legato alla permanenza lavorativa sul territorio.
Contratti gestiti da FAB e convenzioni fino a 12 anni
La gestione amministrativa resterà in capo alla Fondazione, che seguirà la ristrutturazione degli immobili, la stipula e l’amministrazione dei contratti di affitto, i rapporti con gli inquilini e le eventuali situazioni di morosità. Le imprese aderenti non dovranno quindi occuparsi direttamente degli aspetti burocratici connessi alla locazione.
Il modello prevede inoltre continuità nell’utilizzo dell’alloggio. Se il contratto con il lavoratore dovesse terminare, l’azienda potrà indicare un altro dipendente a cui assegnare l’appartamento, mantenendo il beneficio previsto dalla convenzione fino alla relativa scadenza. La durata potrà variare da 7 a 12 anni.
Le attività svolte da Fondazione Abitare Bologna per la gestione del rapporto abitativo non comporteranno ulteriori costi per l’impresa o per il lavoratore, secondo quanto previsto dal progetto.
ISEE tra 9.360 e 35mila euro per accedere agli alloggi
I destinatari sono lavoratrici e lavoratori impiegati presso le imprese aderenti e in possesso dei requisiti previsti dall’affitto civico. Tra i criteri economici figura un ISEE compreso tra 9.360 e 35.000 euro, oltre all’assenza di un’adeguata disponibilità abitativa.
È previsto anche un limite legato alla sostenibilità del canone: l’affitto mensile non potrà superare il 40% del reddito mensile del lavoratore. L’obiettivo è offrire una sistemazione stabile a condizioni inferiori rispetto ai valori che possono essere richiesti sul mercato libero, soprattutto nelle aree urbane dove il costo della casa può incidere sulla possibilità di accettare o mantenere un impiego.
La vicesindaca Emily Clancy ha evidenziato il legame tra disponibilità di abitazioni e mercato del lavoro, indicando nell’accesso a un alloggio sostenibile uno degli elementi che possono incidere sulla scelta di lavorare e restare a Bologna. L’amministrazione punta quindi a rafforzare la collaborazione con le imprese, accanto agli interventi pubblici sull’edilizia residenziale e sui canoni concordati.
L’avviso resterà aperto anche per nuovi immobili
Secondo il presidente di Fondazione Abitare Bologna, Ambrogio Dionigi, i primi 25 appartamenti rappresentano l’avvio di una sperimentazione che potrà essere ampliata attraverso il coinvolgimento di altri soggetti pubblici e privati. Il modello punta anche a recuperare immobili pubblici che richiedono interventi di ristrutturazione prima di poter essere assegnati.
La manifestazione di interesse resterà infatti aperta nel tempo. Ai primi alloggi messi a disposizione dal Comune potranno aggiungersi altri immobili conferiti dai soci della Fondazione, da enti o da Comuni del territorio interessati a partecipare.
“Una casa per il lavoro” rientra nella strategia di Fondazione Abitare Bologna per aumentare l’offerta di abitazioni a canone concordato e sperimentare forme di collaborazione tra amministrazioni, imprese e realtà locali. Per le aziende il progetto può diventare uno strumento per sostenere l’inserimento e la permanenza dei dipendenti; per i lavoratori offre invece la possibilità di accedere a un’abitazione con condizioni economiche definite e compatibili con il proprio reddito.
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