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Emilia-Romagna, Fondo sociale 2026 a 59,8 milioni

26/05/2026

Emilia-Romagna, Fondo sociale 2026 a 59,8 milioni

L’Emilia-Romagna porta a 59,8 milioni di euro il Fondo sociale regionale 2026, con 2,6 milioni in più rispetto al 2025 e una crescita di circa il 5%. La Giunta regionale ha approvato il Programma annuale e la ripartizione delle risorse destinate a servizi per minori, famiglie, persone fragili, contrasto alla povertà e interventi di inclusione sociale.

Più fondi per servizi sociali, infanzia e fragilità

Il Fondo sociale regionale resta il principale strumento di programmazione integrata per servizi e interventi sociali e sociosanitari. Le risorse serviranno a sostenere i Piani di zona e le azioni territoriali rivolte alle fasce più esposte: nuclei familiari in difficoltà, adolescenti, persone in condizione di marginalità, cittadini fragili e soggetti a rischio di esclusione.

Dei 59,8 milioni previsti nel bilancio regionale, 25,8 milioni sono risorse regionali, mentre 33,9 milioni arrivano da finanziamenti nazionali. I fondi statali derivano in particolare dal Fondo nazionale politiche sociali, per 27,7 milioni, e dal Fondo famiglia, per 6,2 milioni.

L’aumento complessivo è legato alla crescita dei fondi finalizzati regionali e nazionali. Nella quota destinata al sistema sociale territoriale, però, si registra una riduzione di circa 586mila euro nei trasferimenti nazionali. La Regione ha deciso di confermare integralmente il proprio investimento, garantendo continuità agli interventi già avviati e rafforzando le azioni dedicate alle persone più vulnerabili.

I Comuni e gli enti capofila di distretto dovranno presentare i propri piani attuativi entro il 31 luglio 2026. Il monitoraggio e la rendicontazione saranno gestiti attraverso piattaforme digitali, con l’obiettivo di assicurare tracciabilità, trasparenza e coerenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche.

Povertà, famiglie e adolescenti tra le priorità

La voce più rilevante riguarda il contrasto alla povertà, a cui sono destinati 23,1 milioni di euro. Una parte consistente delle risorse continuerà a sostenere i Centri per le famiglie, le fasce grigie della popolazione, gli adolescenti e i preadolescenti. Per questi ambiti sono previsti complessivamente 6,7 milioni di euro tra fondi nazionali e regionali.

In Emilia-Romagna i Centri per le famiglie sono 42, affiancati da 13 sedi secondarie. A queste se ne aggiungeranno altre 17, ampliando la rete di prossimità nei territori. Quasi 4 milioni di fondi nazionali saranno distribuiti su tre assi: supporto ai primi mille giorni di vita attraverso figure di sostegno alla maternità e alla famiglia, con 1 milione e 560mila euro; ascolto e counseling per adolescenti e genitori, con 900mila euro; potenziamento del ruolo informativo dei Centri e apertura di sedi secondarie, con 1 milione e 500mila euro.

Ulteriori 2.225.600 euro, all’interno di un pacchetto complessivo da 2.725.600 euro, saranno destinati al consolidamento e alla qualificazione dei Centri per le famiglie. Gli interventi riguarderanno anche alfabetizzazione mediatica e digitale dei minori, tutela dall’esposizione a contenuti pornografici e violenti, prevenzione dell’uso di sostanze psicotrope, invecchiamento attivo e potenziamento dei servizi nei territori più fragili, con attenzione ai comuni montani e all’area ferrarese.

Interventi innovativi e programmi confermati

Una quota da 500mila euro finanzierà progetti innovativi rivolti a bambini, ragazzi e famiglie: laboratori artistici e attività condivise nel tempo libero, esperienze di affiancamento familiare, gruppi di prossimità e iniziative territoriali pensate per rafforzare legami e relazioni.

Restano confermate anche le risorse per il programma Pippi, dedicato all’intervento con bambini e famiglie in situazione di vulnerabilità, per un totale di 1.121.488 euro. Altri 1.440.000 euro andranno al programma per le dimissioni protette, livello essenziale di prestazione sociale che garantisce continuità assistenziale dopo l’uscita dall’ospedale, attraverso il coordinamento tra medico curante, servizi sociali e servizi sanitari.

La Regione conferma inoltre 350mila euro per Oltre la strada, progetto rivolto alla prosecuzione dei percorsi di uscita da condizioni di sfruttamento, anche legate alla tratta di esseri umani. L’intervento comprende azioni di prevenzione e tutela della salute per le persone coinvolte nei mercati della prostituzione, con particolare attenzione al contenimento dei rischi sanitari e alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

Secondo l’assessora regionale al Welfare Isabella Conti, l’aumento delle risorse permette di sostenere servizi di prossimità capaci di intercettare bisogni complessi. Conti e l’assessora con delega al Contrasto alle povertà Elena Mazzoni indicano tra le nuove sfide povertà educativa e relazionale, disagio giovanile, ritiro sociale e difficoltà che coinvolgono famiglie e adolescenti. La risposta passerà dal lavoro con enti locali, Terzo settore e scuole, dentro una rete pubblica regionale già strutturata.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to