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Bologna, ordine del giorno per il voto ai fuori sede in Consiglio

28/04/2026

Bologna, ordine del giorno per il voto ai fuori sede in Consiglio

Garantire il diritto di voto a studenti e lavoratori domiciliati lontano dal comune di residenza: è questo il nodo al centro dell’ordine del giorno presentato dal Partito Democratico e discusso oggi, 27 aprile, in Consiglio comunale a Bologna. Il documento, a prima firma della consigliera Angiuli e sottoscritto da numerosi esponenti della maggioranza, impegna sindaco e giunta a sostenere una riforma nazionale che consenta il voto fuori sede in modo strutturale.

Il tema del voto negato ai domiciliati

Nel testo si richiama il principio costituzionale del diritto di voto, definito come personale, libero, uguale e segreto, ma si evidenzia come una parte consistente della popolazione — in particolare studenti universitari, lavoratori e persone in cura — si trovi di fatto esclusa o fortemente penalizzata nell’esercizio di questo diritto. Chi vive stabilmente a Bologna ma mantiene la residenza altrove è spesso costretto a rinunciare al voto oppure ad affrontare costi e difficoltà logistiche per rientrare nel proprio comune.

Una situazione che, secondo i proponenti, crea una disparità concreta e incide sulla partecipazione democratica. Il documento richiama anche il lavoro del comitato “Voto Dove Vivo”, attivo dal 2018, che stima in circa cinque milioni gli italiani coinvolti dal problema. Una proposta di legge elaborata nella scorsa legislatura aveva raccolto un consenso trasversale, ma l’interruzione anticipata del Governo nel 2022 ne ha bloccato l’approvazione.

Le iniziative richieste al Comune

L’ordine del giorno sollecita l’amministrazione comunale a farsi promotrice della questione nelle sedi istituzionali, a partire dall’ANCI e dalla Conferenza Stato-Città, chiedendo al Parlamento di sbloccare l’iter del disegno di legge attualmente fermo al Senato (A.S. 787) e di valorizzare la proposta alternativa (A.S. 302) che riprende l’impianto originario.

Tra gli impegni indicati, anche la predisposizione di strumenti organizzativi e logistici per consentire al Comune di essere pronto, qualora la normativa nazionale venga approvata, a gestire le operazioni di voto per i cittadini domiciliati. Viene inoltre chiesta la promozione di campagne informative rivolte in particolare agli studenti fuori sede, anche alla luce delle recenti sperimentazioni introdotte dal decreto legge 27 del 2025, che ha consentito il voto nel comune di domicilio per i referendum dell’8 e 9 giugno.

Il documento prevede infine una collaborazione con università e associazioni per raccogliere dati sul fenomeno e rafforzare il peso delle richieste avanzate a livello nazionale, oltre all’impegno della giunta a riferire periodicamente al Consiglio sull’evoluzione dell’iter parlamentare.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to