Unibo, laureati prima e più occupati: lavoro all’82,7%
12/06/2026
Le studentesse e gli studenti dell’Università di Bologna si laureano più giovani, più spesso in corso e con voti medi più alti rispetto alla media nazionale. E, una volta ottenuto il titolo, entrano prima nel mercato del lavoro. È quanto emerge dai nuovi Rapporti AlmaLaurea sui percorsi universitari e sugli esiti occupazionali, presentati questa mattina.
Più laureati in corso e voti superiori alla media italiana
Per l’Alma Mater, il XXVIII Rapporto AlmaLaurea sui Percorsi di laurea ha preso in esame 20.281 laureate e laureati che hanno conseguito il titolo nel 2025: 10.730 nei corsi di primo livello, 7.805 nelle lauree magistrali biennali e 1.746 nei percorsi a ciclo unico.
I numeri confermano la capacità dell’Ateneo bolognese di attirare studenti da tutto il Paese e dall’estero. Il 44,3% dei laureati proviene da fuori regione, quasi il doppio rispetto alla media nazionale, ferma al 23,9%. Anche la presenza internazionale è più alta: il 9% dei laureati Unibo arriva dall’estero, contro il 5,6% registrato a livello italiano.
Il dato sull’età alla laurea segna un altro scarto rilevante. All’Università di Bologna il titolo arriva in media a 25,2 anni, mentre il dato nazionale si attesta a 26,3. A incidere è soprattutto la quota di chi completa il percorso nei tempi previsti: il 67,8% dei laureati Unibo termina in corso, contro il 60,4% della media italiana.
Più alti anche i voti finali. La media dell’Alma Mater è pari a 104,4, rispetto al 102,8 nazionale. Un risultato che si accompagna a una partecipazione consistente ad attività formative integrative, tirocini ed esperienze internazionali.
Tirocini, estero e soddisfazione per il percorso
Il 62% delle laureate e dei laureati dell’Università di Bologna ha svolto un tirocinio riconosciuto dal proprio corso di studi, dato leggermente superiore alla media nazionale del 60,9%. Più marcata la differenza sulle esperienze all’estero: all’Alma Mater riguardano il 16,4% dei laureati, contro il 10,2% rilevato in Italia.
Il giudizio complessivo sull’esperienza universitaria resta ampiamente positivo. L’88,4% di chi si laurea a Bologna si dichiara soddisfatto del percorso di studi, l’85,1% valuta positivamente le attività didattiche e l’86,9% esprime soddisfazione per il rapporto con il corpo docente.
Il quadro restituito da AlmaLaurea descrive quindi un Ateneo con una forte attrattività, capace di intercettare studenti da fuori regione e dall’estero, ma anche di accompagnarli verso il completamento degli studi con tempi e risultati migliori rispetto al dato medio nazionale.
Occupazione all’82,7% dopo un anno dalla laurea magistrale
Il Rapporto AlmaLaurea sugli esiti occupazionali ha riguardato 38.478 laureate e laureati dell’Università di Bologna. L’analisi prende in considerazione i laureati di primo e secondo livello usciti nel 2024 e intervistati a un anno dal titolo, oltre ai laureati di secondo livello del 2020 intervistati dopo cinque anni.
Tra i laureati triennali, a un anno dal conseguimento del titolo il 68,3% sceglie di proseguire gli studi universitari. Il 29,2%, invece, non si iscrive a un nuovo corso di laurea. All’interno di questo secondo gruppo, il tasso di occupazione raggiunge il 77,8%.
Per le laureate e i laureati di secondo livello, il tasso di occupazione a un anno dal titolo è pari all’82,7%, superiore alla media nazionale dell’80,8%. Tra chi lavora, il 20,9% prosegue un’attività iniziata prima della laurea, il 19,2% ha cambiato lavoro e il 59,9% ha iniziato a lavorare dopo il conseguimento del titolo.
Dal punto di vista contrattuale, il 24,7% degli occupati ha un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, il 23,8% lavora con contratto a tempo determinato e il 7,3% svolge un’attività in proprio.
Dopo cinque anni lavora il 94,5% dei laureati
A cinque anni dal titolo, il tasso di occupazione tra laureate e laureati dell’Università di Bologna sale al 94,5%. In questa fase aumenta anche la stabilità contrattuale: il 56,1% degli occupati ha un contratto a tempo indeterminato, il 14% lavora a tempo determinato e il 13,3% svolge un’attività autonoma.
La maggioranza trova collocazione nel settore privato, che assorbe il 60,5% degli occupati. Il 34,7% lavora nel pubblico, mentre il 4,4% è impiegato nel non profit. L’ambito dei servizi raccoglie il 79,4% dei laureati occupati, seguito dall’industria con il 18,3%. Più contenuta la quota dell’agricoltura, pari all’1,7%.
Sul piano territoriale, il 55,7% degli occupati resta in Emilia-Romagna, il 35,5% lavora in un’altra regione italiana e l’8,4% trova impiego all’estero.
Il rettore Giovanni Molari legge i risultati come una conferma del percorso intrapreso dall’Ateneo. “Sono dati che confortano e spronano a proseguire sulle strade intraprese per garantire la migliore esperienza possibile a studentesse e studenti”, dichiara. Molari richiama in particolare la qualità dei corsi di studio, il potenziamento dei servizi, il rapporto con il territorio e le attività di orientamento, anche verso il lavoro, pensate per preparare gli studenti alla vita professionale.
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