Bologna, galleria di 2,5 km per deviare le piene del Ravone
28/05/2026
Una galleria scolmatrice lunga circa 2,5 chilometri potrebbe diventare una delle opere principali per rafforzare la sicurezza idraulica di Bologna. Il progetto, condiviso da Comune e Regione Emilia-Romagna, prevede di intercettare le piene del torrente Ravone e deviarle direttamente nel fiume Reno, riducendo la pressione sulle aree urbane più esposte al rischio di allagamenti.
Il piano presentato in commissione comunale
L’ipotesi progettuale è stata illustrata durante la seduta della commissione comunale “Gestione dei rischi idraulici e idrogeologici della Città di Bologna”, alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, e del sindaco di Bologna, Matteo Lepore. L’opera verrebbe realizzata sotto la collina e avrebbe la funzione di scolmatore, cioè di canale sotterraneo capace di raccogliere le portate di piena e trasferirle verso un corso d’acqua più grande.
La soluzione è stata individuata dopo le valutazioni avviate per rafforzare la protezione della città dagli eventi alluvionali. Al centro dell’analisi c’è lo studio condotto dal professor Marco Maglionico del Dicam, il Dipartimento di Ingegneria civile, chimica, ambientale e dei materiali dell’Università di Bologna. Il lavoro ha consentito di sviluppare un modello digitale del torrente Ravone, utile a simulare il comportamento delle piene e a confrontare le possibili misure di mitigazione del rischio.
Le piene del Ravone verso il Reno
Secondo le prime valutazioni tecniche, la galleria consentirebbe di convogliare direttamente nel Reno le acque in eccesso del Ravone. L’intervento potrebbe riguardare anche il rio Meloncello, aumentando la capacità complessiva del sistema di gestione delle piene nella zona collinare e urbana di Bologna.
Dalle riunioni preliminari tra i tecnici del Comune e quelli della Regione non sarebbero emersi elementi ostativi alla realizzazione dell’opera. Il percorso, però, richiede ancora approfondimenti progettuali, verifiche di fattibilità, analisi geologiche e una definizione più precisa dei costi, dei tempi e delle modalità di esecuzione dei lavori.
L’obiettivo è intervenire su una delle criticità idrauliche emerse con maggiore forza dopo gli eventi alluvionali che hanno interessato il territorio. La deviazione delle portate di piena verso il Reno permetterebbe di alleggerire il carico sul reticolo minore e di ridurre il rischio per abitazioni, strade e infrastrutture collocate nelle zone più vulnerabili.
Finanziamenti statali e lavoro tra enti
La galleria scolmatrice sarà proposta nella prima quota di finanziamenti statali destinati alle opere idrauliche post alluvione. L’inserimento nella programmazione dei fondi rappresenta un passaggio decisivo per trasformare l’ipotesi tecnica in un progetto finanziato e concretamente realizzabile.
Il piano si inserisce in un percorso più ampio di collaborazione istituzionale tra Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna e gli altri soggetti coinvolti nella gestione del sistema idraulico del territorio. Tra questi figurano Consorzi, Atersir e Hera, chiamati a contribuire alla definizione degli interventi necessari per aumentare la sicurezza della città.
Per le amministrazioni coinvolte, la priorità è costruire una programmazione coordinata, capace di unire opere strutturali, analisi tecniche e gestione del territorio. La galleria del Ravone, se confermata dagli ulteriori studi, potrebbe diventare uno degli interventi più rilevanti per ridurre il rischio idraulico nell’area bolognese.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to