Porretta, visite neurologiche con robot collegato a Bologna
28/09/2026
Un paziente ricoverato all’ospedale di Porretta può ora essere visitato a distanza da un neurologo dell’Ospedale Maggiore di Bologna attraverso un robot mobile dotato di telecamere, monitor, microfono e altoparlante. Il nuovo servizio di telemedicina è già operativo nel presidio di Alto Reno Terme e permette di effettuare consulenze neurologiche urgenti e visite programmabili senza trasferire il paziente verso il capoluogo quando lo spostamento non risulta necessario.
Il neurologo può visitare il paziente a distanza
La piattaforma tecnologica può essere spostata nei diversi reparti dell’ospedale di Porretta e viene controllata direttamente dallo specialista collegato da Bologna. Attraverso il sistema, il neurologo può parlare con il paziente anche mentre si trova a letto o in barella, osservare alcuni elementi utili alla valutazione clinica e confrontarsi in tempo reale con i professionisti sanitari presenti fisicamente nel reparto.
Il collegamento coinvolge le competenze dell’Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna e della Rete Stroke metropolitana dell’Ospedale Maggiore. Durante il consulto possono essere condivisi documentazione sanitaria, informazioni cliniche e immagini diagnostiche, così da consentire agli specialisti di esaminare il quadro del paziente insieme ai medici che lo stanno assistendo sul posto.
Il servizio prevede teleconsulti entro 24 ore dalla richiesta e visite neurologiche programmabili entro sette giorni, in base alle condizioni cliniche. È destinato ai pazienti che presentano sintomi neurologici acuti oppure una riacutizzazione di patologie croniche che richieda il parere dello specialista.
Dall’ictus alle crisi epilettiche: i casi valutabili
Tra le situazioni che possono essere gestite attraverso la nuova modalità figurano alcuni casi di ictus non candidabili ai trattamenti della fase acuta, emorragie cerebrali, crisi epilettiche, meningiti, encefaliti e altre condizioni neurologiche acute. La televisita permette quindi al personale dell’ospedale di montagna di ottenere rapidamente il supporto della rete specialistica bolognese, riducendo i trasferimenti quando la situazione clinica consente una gestione sul territorio.
Il progetto è stato presentato dall’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi, insieme alla direttrice generale dell’Ausl di Bologna Anna Maria Petrini, al direttore della Neurologia dell’Ospedale Maggiore e della Rete Stroke metropolitana Andrea Zini e alla vicesindaca di Alto Reno Terme Elena Gaggioli.
Per Fabi, la tecnologia consente di ridurre le distanze tra i centri specialistici e le strutture sanitarie delle zone montane, offrendo agli ospedali periferici un collegamento diretto con le competenze presenti nella rete regionale. L’obiettivo dichiarato è permettere ai cittadini di ricevere risposte specialistiche tempestive evitando spostamenti di decine di chilometri quando non risultano clinicamente necessari.
Più neurologi anche negli ambulatori dell’Appennino
La nuova attività da remoto viene affiancata dal rafforzamento della presenza fisica dei neurologi nell’Appennino bolognese. Sono previste giornate dedicate nelle strutture di Porretta, Vergato, Castiglione dei Pepoli e Vado, in integrazione con la Neurologia dell’Ospedale Maggiore.
La direttrice generale Anna Maria Petrini ha evidenziato come il sistema permetta di integrare maggiormente gli ospedali dell’Ausl, offrendo ai professionisti locali un supporto specialistico più rapido. Anche l’amministrazione di Alto Reno Terme ha rimarcato che la telemedicina viene utilizzata come strumento di affiancamento dei medici e non come sostituzione della presenza sanitaria sul territorio.
Nel 2025 oltre 8.300 prestazioni di telemedicina
L’Emilia-Romagna utilizza strumenti di assistenza sanitaria a distanza da oltre vent’anni, a partire da attività come la telerefertazione radiologica ed elettrocardiografica e il monitoraggio remoto dei dispositivi cardiaci impiantabili.
Secondo i dati regionali, nel 2020 erano stati censiti 33 servizi di telemedicina attivi nelle aziende sanitarie emiliano-romagnole. Nel 2024 il numero era salito a 46. Nel corso del 2025 sono state eseguite 8.376 prestazioni in telemedicina, mentre ad agosto 2026 il dato aveva già raggiunto quasi 6mila prestazioni.
L’attivazione delle televisite neurologiche a Porretta si inserisce dunque in una rete già strutturata, con un’applicazione specifica nel settore dell’emergenza neurologica e dei percorsi dedicati all’ictus. Per l’ospedale dell’Appennino bolognese significa poter contare sul collegamento diretto con specialisti della rete metropolitana anche quando questi non sono fisicamente presenti nella struttura.
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