Cadriano, 12 milioni per il centro Unibo dell’agritech
21/04/2026
Dodici milioni di euro per nuove infrastrutture dedicate alla ricerca agroalimentare, alla meccanica agraria e alla conservazione post-raccolta: l’Università di Bologna ha inaugurato oggi all’Azienda agraria di Cadriano il rinnovato Centro Didattico Sperimentale, intervento che rafforza il ruolo dell’Alma Mater nella rete nazionale Agritech e nel sistema europeo dell’innovazione applicata all’agricoltura. Al taglio del nastro hanno preso parte il rettore Giovanni Molari, il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari Giovanni Dinelli.
Nuovi laboratori e una pista per i veicoli agricoli autonomi
Il pacchetto di investimenti presentato a Cadriano comprende una pista di prova per la sicurezza dei trattori agricoli, aggiornata per rispondere alle esigenze dei mezzi di nuova generazione e dei sistemi a guida autonoma, una camera semi-anecoica per verificare le interferenze elettromagnetiche su componenti e macchine agricole, oltre a due laboratori scientifici avanzati. L’obiettivo è rafforzare la capacità di sperimentazione in un settore chiamato a misurarsi con sostenibilità, efficienza produttiva, digitalizzazione e riduzione dell’impatto ambientale.
Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza dei veicoli tecnologicamente evoluti impiegati in agricoltura. La nuova camera semi-anecoica consentirà infatti di valutare la resistenza delle dotazioni elettriche ed elettroniche ai campi elettromagnetici esterni e, allo stesso tempo, di misurare il livello di emissione prodotto dai mezzi stessi. Accanto a questa struttura, la pista del Laboratorio di Meccanica Agraria è stata oggetto di manutenzione straordinaria e ripavimentazione, con l’aggiunta di un’area destinata ai test su trattori e veicoli autonomi, chiamati a operare nel rispetto dell’area assegnata e a riconoscere eventuali ostacoli imprevisti.
I biotroni e la ricerca sulle colture in scenari climatici complessi
Tra le infrastrutture inaugurate spiccano i biotroni, descritti dall’Ateneo come una delle dotazioni più avanzate per la ricerca vegetale. Il cuore del sistema è costituito da sei camere climatiche da 24 metri quadrati ciascuna, nelle quali possono essere riprodotte e controllate condizioni di temperatura, umidità, concentrazione di anidride carbonica e ventilazione. L’illuminazione a LED regolabile e il sistema di fertirrigazione a circuito chiuso permettono di adattare l’ambiente alle esigenze delle diverse colture, recuperando e reimmettendo nel ciclo produttivo il drenaggio dopo sanificazione e correzione.
Il valore di questo impianto sta nella possibilità di simulare scenari ambientali complessi e dinamici, utili a studiare la risposta delle coltivazioni ai cambiamenti climatici e a sviluppare modelli di produzione più efficienti. Un sistema di monitoraggio dei consumi energetici consente inoltre di misurare l’impatto di ogni componente e di elaborare strategie tecniche di ottimizzazione.
Il Living Lab per frutta e ortaggi e il trasferimento alle imprese
Un altro tassello del nuovo assetto di Cadriano è il Living Lab dedicato alla conservazione di frutta e ortaggi, nato per migliorare la qualità del prodotto durante la frigoconservazione e favorire il trasferimento tecnologico alle imprese. Le celle refrigerate in atmosfera controllata dinamica consentono di monitorare in tempo reale la composizione dell’ambiente e di modificare il livello di azoto, ossigeno, anidride carbonica ed etilene in base ai segnali registrati dai sensori sullo stress ossidativo dei frutti.
Le prime sperimentazioni hanno riguardato pesche, kiwi, mele e pere, con l’obiettivo di definire nuovi protocolli di conservazione capaci di preservare le qualità organolettiche e nutrizionali. Il progetto si inserisce nello Spoke 3 di Agritech, coordinato dall’Università di Bologna e dedicato alle tecnologie abilitanti e alle strategie sostenibili per la gestione intelligente dei sistemi agricoli e del loro impatto ambientale.
Le dichiarazioni: “Cadriano hub nazionale ed europeo”
Nel corso dell’inaugurazione, il rettore Giovanni Molari ha parlato di un segnale concreto dell’impegno dell’Alma Mater verso sistemi agricoli più sostenibili, resilienti ed efficienti, spiegando che il Centro di Cadriano è stato trasformato in un hub di riferimento nazionale ed europeo dove la ricerca viene messa alla prova in condizioni reali e può tradursi in applicazioni per il sistema produttivo. Sulla stessa linea la ministra Anna Maria Bernini, che ha indicato il centro come esempio di collaborazione operativa tra università, istituzioni e imprese, capace di rendere la ricerca aperta, integrata e direttamente collegata alle sfide contemporanee.
Per il ministro Francesco Lollobrigida, le strutture inaugurate rappresentano invece una dimostrazione concreta della capacità italiana di tradurre la ricerca in strumenti utili alla qualità delle produzioni agricole, alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica e alla competitività del comparto. Cadriano, nella lettura emersa durante la giornata, si candida così a diventare uno dei luoghi chiave in cui sperimentazione scientifica, tecnologia applicata e filiera agroindustriale possono dialogare in modo stabile.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to