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Bologna, l’Università raddoppia il fotovoltaico: 3,08 MWp

11/09/2026

Bologna, l’Università raddoppia il fotovoltaico: 3,08 MWp

L’Università di Bologna raddoppia la propria capacità di produzione elettrica da fonte solare grazie a quattro nuovi impianti fotovoltaici installati nei Campus di Bologna e Forlì. La potenza complessiva dell’Alma Mater passa da 1,5 a 3,08 MWp, mentre la produzione annua attesa sale da 1,69 a 3,4 GWh. L’energia autoprodotta coprirà oltre il 7% dei consumi elettrici dell’Ateneo, contro il 3% registrato nel 2025.

L’intervento consentirà di ridurre i costi di fornitura di circa 850 mila euro all’anno e di evitare l’emissione in atmosfera di oltre 700 tonnellate di CO2. Il risultato permette inoltre all’Università di superare in anticipo il traguardo di 2,5 MWp previsto dal Piano Strategico per il 2027.

Nuovi impianti al Polo del Navile e nel Campus di Forlì

A Bologna i pannelli sono stati installati sugli edifici del Polo del Navile e del Distretto Fanin, sede del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari. I lavori sono stati finanziati con fondi dell’Ateneo, risorse del PNRR e finanziamenti ottenuti attraverso bandi ministeriali.

L’impianto del Polo del Navile dispone di una potenza di 744 kWp e dovrebbe produrre circa 0,83 GWh di energia all’anno, pari al 12% dei consumi elettrici dell’intero distretto. Al Distretto Fanin è stato realizzato un impianto da 579 kWp, con una produzione stimata di 0,64 GWh annui, equivalente al 17% dei consumi del complesso.

Nel Campus di Forlì i nuovi impianti si trovano sul tetto dell’edificio ex ENAV e sul capannone di via Cicognani, dove sono ospitati i laboratori di Ingegneria Industriale. La produzione complessiva dei due impianti sarà in grado di coprire il 39% dei consumi elettrici dei due edifici.

Monitoraggio in tempo reale e risparmio energetico

Tutti gli impianti sono collegati ai sistemi di monitoraggio e controllo remoto utilizzati dall’Ateneo. I dati sulla produzione possono essere verificati in tempo reale, così da individuare rapidamente eventuali cali di rendimento, guasti o interruzioni del servizio.

“Consideriamo l’autoproduzione di energia rinnovabile un dovere ambientale e un elemento strutturale di tutela economica per il nostro Ateneo”, ha dichiarato il rettore Giovanni Molari. La presentazione dei risultati si è svolta in Rettorato alla presenza del rettore, del delegato per l’Edilizia Gian Luca Morini e del delegato per la Sostenibilità Giacomo Bergamini.

La scelta di aumentare la produzione interna si colloca in una fase caratterizzata da forti oscillazioni dei mercati. Tra luglio e agosto, il prezzo dell’energia elettrica, misurato attraverso il PUN, è aumentato del 44%, mentre il prezzo del gas PSV ha registrato una crescita del 40%. La produzione da impianti propri offre quindi all’Università una maggiore capacità di contenere l’esposizione ai rincari.

Il Piano Energetico punta al 10% entro il 2027

L’espansione del fotovoltaico rientra nel Piano Energetico dell’Università di Bologna, approvato alla fine del 2023. Attualmente il 63% dei consumi di energia primaria dell’Ateneo è coperto dal vettore elettrico, il 21% dal gas e il 16% dal teleriscaldamento.

Tra le misure già attuate figurano l’eliminazione delle centrali termiche alimentate con combustibili fossili liquidi, l’introduzione di un sistema di gestione dei consumi energetici e idrici per singolo edificio e la sostituzione progressiva dei corpi illuminanti meno efficienti. Proseguono anche gli interventi per ridurre i consumi termici e rivedere i contratti di fornitura.

L’Ateneo sta valutando l’installazione di ulteriori impianti sulle coperture e la realizzazione di sistemi agrivoltaici, con l’obiettivo di portare l’autoproduzione al 10% entro la fine del 2027. Nel piano rientrano anche la sostituzione delle caldaie a gas con pompe di calore elettriche e il potenziamento del teleriscaldamento.

Il programma si inserisce in un Piano Edilizio da circa 400 milioni di euro, destinato al rinnovamento degli spazi universitari e all’ampliamento di laboratori, aule e uffici. Per sostenere il fabbisogno futuro, l’Università valuta inoltre accordi di fornitura basati sui Power Purchase Agreement, contratti pensati per aumentare l’utilizzo di energia rinnovabile e mantenere sotto controllo costi ed emissioni.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to