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Bologna, firmato il Piano Città: l’Università entra nel patto

22/04/2026

Bologna, firmato il Piano Città: l’Università entra nel patto

È stato firmato questa mattina a Bologna il nuovo Piano Città degli Immobili Pubblici, accordo istituzionale che punta a pianificare in modo integrato la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, mettendo al centro rigenerazione urbana, sostenibilità e nuove funzioni per spazi oggi inutilizzati o in trasformazione. Tra i firmatari c’è anche l’Università di Bologna, che entra ufficialmente nel percorso con un ruolo attivo nella definizione dei futuri usi degli immobili coinvolti.

La firma del patto tra Demanio, Comune, Regione e Ateneo

Il documento è stato sottoscritto dal direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme, dal sindaco di Bologna Matteo Lepore, dal presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e dalla prorettrice vicaria dell’Università di Bologna Simona Tondelli. Presente anche il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano.

L’intesa definisce un quadro comune per il riuso del patrimonio pubblico, con l’obiettivo di dare nuova vita a immobili che hanno segnato la storia urbana della città e che oggi vengono ripensati in funzione dei bisogni contemporanei. Nel Piano Città rientra infatti una mappa ampia e articolata di beni: ex caserme, complessi conventuali, edifici industriali, infrastrutture storiche, residenze di pregio, manufatti idraulici e spazi produttivi dismessi. Luoghi diversi per origine e funzione, ma accomunati dalla prospettiva di tornare centrali nel disegno urbano di Bologna.

Il contributo dell’Università e il nodo delle nuove funzioni

L’Università di Bologna ha chiarito di voler partecipare alla trasformazione mettendo in campo competenze multidisciplinari, dalla pianificazione urbanistica al restauro, dall’architettura all’ingegneria strutturale, fino alla sostenibilità ambientale, alla progettazione del verde e agli strumenti di valutazione sociale, economica e finanziaria degli interventi.

Nel quadro del nuovo accordo, l’Ateneo non guarda soltanto agli aspetti tecnici della riqualificazione, ma anche alla destinazione concreta degli spazi. La prorettrice vicaria Simona Tondelli ha indicato una direzione precisa: immaginare immobili pubblici rigenerati come spazi vivi, aperti e capaci di generare relazioni. In questa visione rientra un mix funzionale che comprende housing studentesco, aule, laboratori, spazi di coworking, incubazione per start up innovative e ambienti dedicati all’incontro tra ricerca e impresa.

Il tema è particolarmente rilevante in una città che da tempo misura la pressione abitativa connessa alla presenza universitaria e alla crescita della domanda di residenze accessibili. Il Piano prova a inserirsi proprio su questo terreno, collegando la rigenerazione del patrimonio pubblico alle esigenze della comunità, all’identità storico-culturale di Bologna e all’obiettivo di rendere la città più attrattiva anche sul piano internazionale.

Ex caserme e grandi vuoti urbani al centro della strategia

Tra gli interventi più significativi indicati nel Piano figurano quelli sugli ex compendi militari, considerati snodi strategici per costruire nuovo valore urbano, sociale e funzionale. L’ex caserma Perotti, in particolare, ospiterà 119 alloggi pensati soprattutto per i più giovani: il 39% sarà destinato a student housing. Nello stesso comparto troverà posto anche la nuova sede dell’Agenzia delle Entrate, con spazi per 130 dipendenti.

L’ex caserma STA.VE.CO, alle porte dei viali, è destinata invece a diventare il nuovo Parco della Giustizia, progetto che sarà affiancato dall’ampliamento del polo sanitario, da residenze, servizi per l’utenza e aree verdi. Una logica analoga guida il recupero dell’ex caserma STA.MO.TO, dove la rifunzionalizzazione dovrà contribuire a ricucire porzioni di città e ad ampliare l’offerta di residenze universitarie.

Il Piano definisce quindi una strategia che non si limita al recupero edilizio, ma lega il riuso degli immobili a nuove opportunità per la cittadinanza, alle esigenze abitative emergenti e alla creazione di servizi capaci di rendere questi luoghi nuovamente frequentati e utili.

Inaugurata anche la nuova sede del Demanio nell’ex Cinema Embassy

La firma del Piano Città è stata accompagnata da un altro passaggio simbolico per la città: l’inaugurazione della nuova sede della Direzione regionale Emilia-Romagna dell’Agenzia del Demanio all’interno dell’ex Cinema Embassy. L’edificio, rimasto inutilizzato per anni, è stato recuperato attraverso interventi improntati a criteri di innovazione e sostenibilità, con un’attenzione dichiarata sia alla qualità architettonica sia all’impatto ambientale.

L’apertura della nuova sede rappresenta, anche sul piano concreto, uno dei primi segni di quella linea d’azione che il Piano prova ora a estendere ad altri immobili pubblici bolognesi: recuperare il patrimonio esistente, assegnargli nuove funzioni e inserirlo in una visione urbana capace di tenere insieme servizi, abitare, lavoro, formazione e spazi collettivi.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to