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Bologna, agenti della Polizia Locale salvano un uomo colto da arresto cardiaco

16/04/2026

Bologna, agenti della Polizia Locale salvano un uomo colto da arresto cardiaco

La tecnologia, quando incontra formazione, prontezza operativa e senso del dovere, può fare la differenza nel momento in cui ogni secondo pesa in modo decisivo. È quanto accaduto a Bologna, dove due agenti del reparto San Donato-San Vitale della Polizia Locale sono intervenuti con tempestività per prestare soccorso a un uomo colpito da un arresto cardiaco, mentre erano impegnati in un servizio di sicurezza stradale in via Stalingrado.

I due operatori erano dotati, a titolo personale e in autonomia, dell’applicativo DAE Responder, sviluppato dal sistema 118 dell’Emilia-Romagna per ridurre i tempi di intervento nei cosiddetti codici blu, vale a dire i casi di arresto cardiaco presunto che si verificano sul territorio regionale. Uno strumento pensato per attivare, accanto alla rete ordinaria del soccorso sanitario, una risposta immediata da parte di persone formate e potenzialmente vicine al luogo dell’emergenza.

La chiamata dell’app e l’intervento immediato in via Barbieri

L’allerta è arrivata nel corso della serata, mentre i due agenti stavano svolgendo il proprio turno su strada. Ricevuta la segnalazione tramite l’applicativo, hanno chiesto subito il nullaosta all’ufficiale di turno e si sono diretti senza esitazione in via Barbieri, dove era stata segnalata l’emergenza. Una volta raggiunto il luogo indicato, si sono trovati davanti a una scena che non lasciava spazio a incertezze: un uomo a terra e una persona già impegnata a praticare il massaggio cardiaco, nel tentativo di mantenerlo in vita in attesa dei soccorsi sanitari.

Da quel momento è iniziata un’attività di rianimazione serrata, condotta in piena coordinazione tra i due agenti della Polizia Locale e il primo soccorritore presente. La rapidità dell’intervento, unita alla capacità di agire con lucidità in un contesto ad altissima pressione, ha consentito di garantire continuità alle manovre salvavita fino all’arrivo del personale del 118.

Formazione BLSD e rete di soccorso: quando il sistema funziona

Determinante, in una circostanza di questo tipo, si è rivelata la preparazione dei due agenti, che avevano seguito un corso BLSD (Basic Life Support and Defibrillation), il percorso formativo che insegna le tecniche di rianimazione cardiopolmonare e l’uso del defibrillatore semiautomatico. Si tratta di competenze che escono dalla dimensione teorica soltanto quando vengono tradotte in azione sul campo, in tempi strettissimi e in presenza di un paziente in condizioni critiche.

All’arrivo dei sanitari, l’uomo colpito dal malore sembrava dare i primi segnali di ripresa della coscienza ed è stato quindi trasportato in ospedale per gli ulteriori accertamenti e le cure necessarie. Un esito che ha dato misura concreta dell’efficacia dell’intervento, ma anche della solidità di una rete che si regge su strumenti digitali, formazione diffusa e collaborazione spontanea.

Successivamente, gli agenti hanno appreso che anche la persona già presente sul posto e intervenuta nei primi istanti aveva ricevuto la notifica dall’applicativo DAE Responder. Si trattava di un infermiere residente proprio nella stessa via. Un particolare che aggiunge valore all’episodio e restituisce con chiarezza il senso del sistema: mettere in contatto, nel più breve tempo possibile, chi ha competenze di soccorso con chi, in quell’istante, ha bisogno di aiuto. In una città attraversata ogni giorno da migliaia di movimenti e urgenze silenziose, la differenza, talvolta, nasce da una segnalazione ricevuta sul telefono e dalla decisione di rispondere senza perdere un attimo.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to