Affitti e mobilità, CNA: a Milano 2.300 euro di costi
23/06/2026
Risparmiare 300 euro al mese sull’affitto può tradursi in una spesa aggiuntiva superiore a 2.000 euro l’anno tra carburante, manutenzione dell’auto, pneumatici, parcheggi e spostamenti quotidiani. Il dato emerge da un’analisi della CNA sul rapporto tra costo della casa, mobilità e mercato del lavoro, che misura l’effetto economico prodotto dall’allontanamento di famiglie e lavoratori dai grandi centri urbani.
Il risparmio sull’affitto si riduce con i costi degli spostamenti
La ricerca mette in luce un equilibrio sempre più fragile tra canoni di locazione e costi di mobilità. Molti nuclei familiari scelgono di trasferirsi fuori città per trovare abitazioni più accessibili, ma il vantaggio ottenuto sul canone viene in parte cancellato dalle spese necessarie per raggiungere ogni giorno il posto di lavoro.
Secondo la CNA, una famiglia che lascia il centro urbano per risparmiare circa 300 euro al mese sull’affitto può arrivare a sostenere oltre 2.000 euro annui in costi aggiuntivi legati agli spostamenti. In pratica, più della metà del beneficio economico iniziale può essere assorbita dalla mobilità, trasformando una scelta apparentemente conveniente in un bilancio molto meno favorevole.
Il fenomeno pesa anche sul mercato del lavoro, perché la distanza tra casa e occupazione diventa un costo fisso che incide sulla qualità della vita dei lavoratori e sulla capacità delle imprese di attrarre personale, soprattutto nei territori dove il trasporto pubblico non offre collegamenti rapidi e continui tra periferie, comuni limitrofi e aree produttive.
Milano, Roma, Bologna e Firenze: vantaggio ridotto nelle grandi città
Nelle principali aree metropolitane il trasferimento nella cintura urbana continua a garantire un risparmio, ma il beneficio reale risulta inferiore rispetto al calcolo basato solo sull’affitto. A Milano, ad esempio, una famiglia può risparmiare in media circa 5.400 euro l’anno scegliendo un’abitazione fuori città, ma oltre 2.300 euro vengono assorbiti dai maggiori costi di mobilità. Il vantaggio effettivo scende così a poco più di 3.000 euro annui.
A Roma il risparmio teorico sul canone sfiora i 4.800 euro l’anno, mentre il costo aggiuntivo degli spostamenti supera i 2.200 euro. Il beneficio reale si riduce quindi a circa 2.600 euro. Una dinamica simile riguarda Firenze e Bologna, dove oltre la metà del risparmio ottenuto con un affitto più basso viene erosa dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro.
Nel Mezzogiorno il margine può quasi sparire
La situazione diventa ancora più pesante in alcune città del Centro-Sud. A Bari, Napoli, Perugia e Ancona le spese di mobilità assorbono oltre due terzi del risparmio ottenuto sull’affitto. In altri territori il margine residuo scende a poche centinaia di euro l’anno.
A Potenza, Catanzaro, Salerno e Lecce, secondo l’analisi, fino all’85-90% del risparmio sul canone rischia di essere cancellato dal costo degli spostamenti quotidiani. Il risultato è una pressione economica che colpisce soprattutto famiglie con redditi medi e bassi, costrette a cercare case più economiche ma poi esposte a una spesa di trasporto difficile da comprimere.
Artigiani e piccole imprese pagano il conto più alto
Il problema non riguarda soltanto i pendolari. Per artigiani e piccole imprese la mobilità rappresenta una componente strutturale dell’attività. Installatori, impiantisti, manutentori, elettricisti e serramentisti lavorano ogni giorno tra clienti, cantieri, fornitori e interventi di assistenza, con costi che incidono direttamente sui bilanci aziendali.
Secondo le elaborazioni della CNA, un serramentista percorre mediamente circa 20mila chilometri l’anno e può sostenere costi di mobilità superiori a 4.500 euro per veicolo. Per un elettricista la spesa annua sale a circa 5.600 euro, mentre termoidraulici e manutentori, con percorrenze intorno ai 30mila chilometri, possono arrivare a 6.700 euro.
Il conto più alto riguarda gli installatori di impianti, che tra sopralluoghi, cantieri e assistenza tecnica possono percorrere fino a 35mila chilometri l’anno. Per queste imprese la mobilità può sfiorare gli 8mila euro annui per ciascun veicolo operativo.
“Casa e lavoro stanno diventando due poli sempre più distanti”, ha sottolineato il presidente CNA Dario Costantini, chiedendo risposte coordinate tra politiche abitative, infrastrutture e trasporto pubblico locale, con l’obiettivo di aumentare quantità e qualità dei collegamenti disponibili.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.