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Un gemello digitale per comprendere la povertà in Emilia-Romagna

19/09/2025

Un gemello digitale per comprendere la povertà in Emilia-Romagna

Studiare le nuove forme di povertà e misurare in tempo reale gli effetti delle politiche sociali regionali: è l’obiettivo di Amartya, il modello di micro-simulazione sviluppato grazie alla collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna, l’Università di Modena e Reggio Emilia e il Dipartimento di Economia “Marco Biagi”.

Il progetto, sostenuto dall’assessorato all’Agenda digitale e al Contrasto alle povertà guidato da Elena Mazzoni, parte da un’idea semplice ma ambiziosa: trasformare i dati in strumenti di governo. Attraverso un gemello digitale dell’intera popolazione regionale, costruito con criteri pubblici e trasparenti, sarà possibile valutare non soltanto il reddito delle famiglie, ma anche gli aspetti sociali, demografici e territoriali che definiscono il fenomeno della povertà.

Politiche sociali misurate sul campo

L’assessora Mazzoni sottolinea l’importanza di basarsi su informazioni che riflettano la vita concreta delle persone. Condizioni abitative, spese per energia e trasporti, qualità del lavoro dei membri di un nucleo familiare, peso dei generi alimentari: elementi che spesso determinano il disagio più del reddito in sé. La capacità di scomporre la povertà in profili distinti consentirà di comprendere meglio chi rischia di scivolare in condizioni di vulnerabilità e di definire interventi mirati, sostenibili anche dal punto di vista finanziario.

Dal supercalcolo al welfare

Operativo dal 2023 e costruito su Margherita, la big data platform regionale finanziata con 3,5 milioni di euro provenienti dai fondi di coesione europei, Amartya è già stato utilizzato per l’analisi di trasporti, ambiente e pianificazione territoriale. Ora la sua applicazione al welfare segna un salto di qualità: la possibilità di anticipare scenari, stimare costi e impatti, verificare l’efficacia di misure già adottate e progettare nuove politiche.

Il progetto ha una durata complessiva di 20 mesi, ma i primi risultati sono attesi già entro fine anno. Una tempistica che restituisce il senso della priorità attribuita al contrasto alla povertà, in un contesto in cui la capacità di leggere i dati diventa la chiave per governare i cambiamenti sociali.