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Scuola Attiva Kids: educazione motoria e inclusione per crescere insieme

03/11/2025

Scuola Attiva Kids: educazione motoria e inclusione per crescere insieme

In Emilia-Romagna lo sport torna protagonista tra i banchi di scuola. Con la nuova edizione di “Scuola Attiva Kids per l’Emilia-Romagna inclusiva”, il progetto regionale dedicato all’educazione motoria nella scuola primaria e dell’infanzia riparte con l’obiettivo di unire movimento, gioco e inclusione, costruendo una cultura dello sport come linguaggio educativo universale.

Il progetto e le iscrizioni per l’anno scolastico 2025-2026

Promosso dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Sport & Salute S.p.A. e con l’Ufficio Scolastico Regionale, il programma offre alle scuole prive di un docente di educazione motoria la possibilità di accogliere un Tutor sportivo scolastico – laureato in Scienze Motorie o diplomato ISEF – per un’ora settimanale di attività motoria strutturata. Le scuole possono iscriversi fino al 12 novembre, mentre i tutor hanno tempo fino al 10 novembre per candidarsi.
L’iniziativa, nata per potenziare l’insegnamento motorio e promuovere un approccio consapevole al movimento, si fonda su un principio semplice ma essenziale: imparare a muoversi insieme fin da piccoli significa imparare a convivere, a collaborare, a rispettarsi.

I risultati e l’espansione del programma

L’edizione 2024-2025 ha confermato la crescita del progetto: 383 scuole primarie, 3.661 classi e oltre 73.000 alunni coinvolti, con un incremento costante rispetto all’anno precedente. Sono 224 i tutor attivi e 175 i Comuni partecipanti, a cui si aggiungono 124 scuole dell’infanzia con 234 sezioni e quasi 4.800 bambini partecipanti. Numeri che raccontano la forza di una rete territoriale capace di unire istituzioni, insegnanti, famiglie e operatori sportivi attorno a un obiettivo condiviso: formare una generazione più attiva, inclusiva e consapevole.
Per le assessore Roberta Frisoni (Sport) e Isabella Conti (Scuola), il progetto “non rappresenta solo un investimento educativo, ma un vero patto sociale per il benessere dei più piccoli”.