Rapina al bancomat in via Cairoli: due arresti a Bologna
15/06/2026
Lo hanno costretto a prelevare denaro da uno sportello bancomat del centro di Bologna, minacciandolo con un coltello, poi sono fuggiti verso la Stazione centrale con 250 euro in contanti. Per quella rapina, avvenuta il 16 maggio 2026 in via Cairoli, la Polizia di Stato ha eseguito il 10 giugno due misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini italiani, entrambi classe 1995, gravemente indiziati di rapina pluriaggravata.
La minaccia con il coltello e il prelievo forzato
La vittima, un giovane di 25 anni, ha raccontato agli agenti di essere stata avvicinata mentre camminava in via Cairoli da un ragazzo italiano che, sotto la minaccia di un coltello, lo avrebbe obbligato a raggiungere uno sportello bancomat e a prelevare denaro contante.
Dopo il primo prelievo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’aggressore non si sarebbe accontentato della somma ottenuta e avrebbe insistito con nuove richieste di denaro, mantenendo un atteggiamento intimidatorio. La situazione si è interrotta solo grazie all’intervento di un passante, che ha notato quanto stava accadendo ed è intervenuto in difesa del giovane.
A quel punto il rapinatore si è dato alla fuga in direzione della Stazione centrale di Bologna, riuscendo comunque a portare via 250 euro appena prelevati. La vittima ha inoltre riferito la presenza di un secondo uomo nelle vicinanze del bancomat: secondo il suo racconto, il soggetto stazionava in zona durante la rapina e si sarebbe poi allontanato insieme al presunto complice.
Le immagini delle telecamere e l’identificazione
Sul posto è intervenuto personale della Squadra Mobile di Bologna, impegnato in un servizio antirapina motomontato. Gli agenti hanno raccolto le prime informazioni dalla persona offesa e hanno avviato gli accertamenti, concentrandosi in particolare sulle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area.
I filmati acquisiti hanno permesso di ricostruire le fasi dell’episodio con una dinamica ritenuta coerente con la versione fornita dalla vittima. Dalle immagini è emerso anche un elemento decisivo per le indagini: i due presunti autori avrebbero agito a volto scoperto, circostanza che ha consentito agli investigatori di lavorare sulla loro identificazione.
I sospetti si sono concentrati su due italiani, entrambi nati nel 1995, non residenti a Bologna e già gravati da precedenti penali per reati contro il patrimonio. Nei giorni successivi alla rapina, su segnalazione della Squadra Mobile bolognese, i due sono stati sottoposti a controlli di polizia nella provincia di Parma.
I riscontri a Parma e la misura cautelare
La collaborazione tra gli uffici investigativi ha consentito di raccogliere ulteriori elementi di riscontro. Durante i controlli, uno degli indagati è stato notato con alcuni accessori compatibili con quelli visibili nelle immagini della rapina: in particolare, secondo quanto riferito dalla Polizia, indossava le stesse scarpe da ginnastica e lo stesso borsello ripresi in via Cairoli.
Per il secondo soggetto, gli investigatori hanno valorizzato alcuni particolari dei tratti somatici, tra cui un vistoso neo sul volto, immortalato dalle telecamere di videosorveglianza. Gli elementi raccolti sono poi confluiti in un’informativa di reato trasmessa alla Procura della Repubblica di Bologna.
Sulla base del quadro investigativo, la Procura ha richiesto l’applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti dei due presunti rapinatori. La richiesta è stata accolta dal gip di Bologna il 6 giugno 2026.
Le misure sono state eseguite il 10 giugno. I due indagati sono stati rintracciati in città dal Radiomobile dei Carabinieri di Parma e successivamente accompagnati presso la Casa circondariale di Parma, dove restano a disposizione dell’autorità giudiziaria procedente.
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