Nuovi accordi per la sicurezza sociale e la coesione urbana in Emilia-Romagna
di Redazione
03/11/2025
Intercettare precocemente il disagio giovanile, prevenire la dispersione scolastica e rafforzare i legami di comunità nei quartieri più fragili: con questi obiettivi la Regione Emilia-Romagna ha approvato due nuovi Accordi di programma con l’Unione della Romagna Faentina (Ravenna) e con l’Unione delle Terre d’Argine (Modena). Due percorsi distinti ma uniti dalla stessa visione: costruire sicurezza attraverso l’inclusione, la responsabilità condivisa e la qualità della vita negli spazi pubblici.
Faenza: i giovani al centro del progetto
Nel territorio della Romagna Faentina, il programma mira a prevenire condotte antisociali e dispersione scolastica, favorendo percorsi formativi e di cittadinanza attiva in collaborazione con scuole, enti del terzo settore e imprese locali. Il progetto, sostenuto da un contributo regionale di 128mila euro su un investimento complessivo di 160mila, prevede laboratori educativi, attività socio-occupazionali e azioni di orientamento.
A ciò si aggiunge il potenziamento della videosorveglianza nei parchi Bucci e della Rocca di Faenza, spazi centrali per la socialità giovanile. Verrà inoltre sperimentata, in accordo con la Prefettura di Ravenna, la figura degli Street Tutor, operatori formati per la mediazione sociale e il supporto alla sicurezza di prossimità durante eventi e in aree sensibili.
Terre d’Argine: presidio del territorio e mediazione sociale
Nel modenese, l’Unione delle Terre d’Argine realizzerà un intervento del valore di 345mila euro, di cui 216mila finanziati dalla Regione, che punta al completamento della rete di videosorveglianza e al rafforzamento del presidio territoriale, anche in collaborazione con l’Unione dei Comuni Pianura Reggiana.
Elemento distintivo del progetto è il lavoro di educativa di strada e mediazione sociale nei parchi, nei quartieri e nei luoghi di aggregazione giovanile. L’obiettivo è intercettare situazioni di vulnerabilità e accompagnare i ragazzi verso percorsi di responsabilità e inclusione, intrecciando l’azione di operatori sociali, polizia locale e realtà associative.
Come ha sottolineato il presidente Michele de Pascale, delegato alle Politiche per la sicurezza, “questi progetti rappresentano un modello di sicurezza urbana fondato sulla coesione, sull’ascolto dei territori e sulla collaborazione con i Comuni, che conoscono da vicino le esigenze delle proprie comunità”.
Articolo Precedente
Le imprese dell’Emilia-Romagna rafforzano il primato nella sostenibilità
Articolo Successivo
Bologna Biblioteche, una settimana tra musica, letteratura e laboratori