“Nina”, il car sharing di quartiere raddoppia: Reggio Emilia estende la sperimentazione
di Redazione
01/10/2025
A dodici mesi dall’avvio, “Nina” supera il test e cresce: una nuova vettura in centro storico nelle prossime settimane e un ulteriore mezzo nel 2026. Il progetto di car sharing di quartiere nato a Reggio Emilia su impulso del Comune e costruito all’interno degli Accordi di cittadinanza ha convinto i primi due gruppi pilota — centro storico e Crocetta — offrendo un’alternativa concreta al possesso dell’auto privata. Il bilancio è positivo sotto il profilo economico, sociale e ambientale, con adesioni in aumento e richieste di estensione.
Dalla sperimentazione al modello
L’assessora alle Politiche per il clima e mobilità sostenibile, Carlotta Bonvicini, rivendica un approccio sartoriale alla condivisione dei servizi: gruppi ristretti, regole chiare, prossimità dei punti di ricarica. Oggi sono tredici le persone aderenti, con due associazioni che hanno sottoscritto i contratti di noleggio a favore dei propri associati, in un quadro che favorisce responsabilità d’uso, manutenzione e sostenibilità dei costi.
Il partenariato privato guidato da T-Bridge ha curato il progetto di fattibilità e il coordinamento della sperimentazione; Til ha fornito le vetture elettriche; E-vai gestisce l’app; Iren ha installato quattro colonnine dedicate: due in centro (via Galgana e piazza Andrea Costa), una alla Crocetta (via Vasco de Gama) e una a Rosta Nuova (via Medaglie d’Oro), dove nel 2026 partirà un nuovo gruppo di condivisione.
Effetti sulla città e prossimi passi
Il dispositivo “di quartiere” è riservato a residenti o domiciliati membri delle associazioni coinvolte: l’adesione di comunità rafforza l’uso condiviso e riduce i costi fissi pro capite, alleggerendo la pressione della sosta nelle aree ad alta densità. In parallelo, l’elettrico e la ricarica dedicata abbattono emissioni e rumorosità locali, aumentando l’accettabilità della misura nelle vie più abitate.
Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) ha inquadrato “Nina” come sperimentazione replicabile, con l’obiettivo di comporre un mosaico di soluzioni (TPL, sharing, ciclabilità) che migliorino qualità degli spostamenti e dello spazio pubblico. A regime, l’atteso raddoppio del parco veicoli e la crescita dei gruppi consentiranno di misurare in modo più robusto i benefici: numero di auto private dismesse, chilometri condivisi, occupazione suolo risparmiata, riduzione di CO₂ e NOx. Reggio Emilia, nel frattempo, registra un dato prezioso: uno strumento di mobilità nato “dal basso” che tiene insieme sostenibilità e prossimità, valorizzando la cura collettiva del bene comune.
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