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Fondazione Golinelli entra in Almacube con 1 milione di euro

04/05/2026

Fondazione Golinelli entra in Almacube con 1 milione di euro

Fondazione Golinelli entra nella compagine societaria di Almacube, l’innovation hub dell’Università di Bologna e di Confindustria Emilia Area Centro, con un investimento complessivo di 1 milione di euro. L’operazione porta all’interno dell’hub le competenze e la rete di G-Factor, l’incubatore-acceleratore della Fondazione specializzato in life science e tecnologie emergenti, e rafforza il ruolo di Bologna come piattaforma regionale per startup, spin-off universitari e trasferimento tecnologico.

Un nuovo assetto per seguire le startup dalla ricerca al mercato

L’ingresso di Fondazione Golinelli amplia la capacità di Almacube di accompagnare i progetti innovativi lungo tutte le fasi dello sviluppo imprenditoriale: dalla ricerca e dalla pre-incubazione fino all’accelerazione, al rapporto con le imprese e all’accesso al mercato. Si tratta di un passaggio definito inedito nel panorama degli hub di innovazione dell’Emilia-Romagna, perché mette insieme tre soggetti con funzioni diverse ma complementari.

L’Alma Mater Studiorum porta il proprio patrimonio di ricerca scientifica, il bacino di ricercatori e la rete di spin-off accademici. Confindustria Emilia Area Centro collega l’hub al sistema produttivo di Bologna, Ferrara e Modena, uno dei territori manifatturieri più forti d’Europa. Fondazione Golinelli aggiunge una storia trentennale nel campo della cultura scientifica, della formazione e dell’imprenditorialità d’impatto, insieme alla rete costruita attraverso G-Factor con partner industriali, istituzionali e finanziari.

Toschi: “Almacube riferimento per l’innovazione”

Per Laura Toschi, presidente di Almacube e professoressa di Imprenditorialità e Innovazione all’Università di Bologna, l’operazione consolida un percorso strategico orientato a fare dell’hub un punto di riferimento per l’innovazione in Emilia-Romagna e nel quadro nazionale. La nuova governance, ha spiegato, nasce per integrare competenze di alto valore e per costruire un modello capace di sostenere l’innovazione in tutte le sue fasi.

La presidente ha sottolineato anche la possibilità di una crescita ulteriore, aperta alle università, ai centri di ricerca del territorio, alle imprese e ad altri soggetti interessati a entrare in un ecosistema pensato per valorizzare idee imprenditoriali nate dalla ricerca e accompagnarle verso una dimensione industriale.

Il ruolo dell’Università di Bologna e degli spin-off

Il rettore dell’Università di Bologna, Giovanni Molari, ha evidenziato come l’Alma Mater abbia rafforzato il proprio ecosistema imprenditoriale, mettendo in dialogo ricerca, formazione e trasferimento tecnologico. L’ateneo conta oggi 62 società accreditate, tra spin-off e startup studentesche, di cui 35 accreditate negli ultimi cinque anni.

Secondo Molari, se la nascita di nuove iniziative imprenditoriali è ormai un processo consolidato, la sfida principale riguarda la crescita. In questo quadro, l’ingresso di Fondazione Golinelli e dell’acceleratore G-Factor in Almacube viene indicato come un passaggio importante per rafforzare il collegamento tra mondo accademico e sistema imprenditoriale.

Da Almacube a G-Factor, le competenze che si integrano

Almacube è nata nel 2000 su iniziativa dell’Università di Bologna, tra i primi tre atenei italiani per capacità di attrarre investimenti di venture capital, ed è cresciuta nel 2013 con l’ingresso di Confindustria Emilia Area Centro, associazione che riunisce oltre 3.400 imprese dei territori di Bologna, Ferrara e Modena. In 25 anni ha costruito un modello fondato sull’incubazione deep-tech equity-free e sull’open innovation con le imprese.

Fondazione Golinelli, fondata nel 1988 da Marino Golinelli, ha sviluppato a Bologna l’Opificio Golinelli, un polo di 14.000 metri quadrati con laboratori didattici, centri di ricerca, spazi espositivi e, dal 2019, l’incubatore-acceleratore G-Factor. Le aree di specializzazione includono life science, digital health, agritech e intelligenza artificiale, settori nei quali il rapporto tra ricerca, validazione industriale e mercato assume un peso determinante.

Il mercato degli incubatori e la sfida europea

L’operazione arriva in una fase di trasformazione per il settore degli incubatori in Italia. Secondo il Report 2025 del Social Innovation Monitor, le strutture attive sono scese a 203, rispetto alle 239 del 2024, con una contrazione del 15,1%. Il calo viene collegato a fusioni, cambi di modello e chiusure di attività non più sostenibili, ma le realtà rimaste generano oltre 600 milioni di euro di fatturato complessivo attraverso più di 5.000 startup incubate o accelerate.

In questo scenario, Almacube punta a posizionarsi tra gli operatori più strutturati e specializzati. Solo il 23% degli incubatori italiani, secondo i dati citati, presenta una specializzazione settoriale. La combinazione tra deep-tech accademico e life science industriale colloca il nuovo assetto dell’hub bolognese in una fascia di mercato considerata ad alto potenziale, con l’obiettivo di attrarre programmi, capitali e talenti anche a livello internazionale.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.