“Finestre sul futuro”: Reggio Emilia ospita gli Stati Generali dell’Educazione
di Redazione
20/10/2025
Dal 20 al 24 ottobre il Centro Internazionale Loris Malaguzzi diventa il cuore del dibattito nazionale sull’educazione e la formazione. La Regione Emilia-Romagna, insieme al Comune di Reggio Emilia e a Reggio Children, promuove la prima edizione degli Stati Generali dell’Educazione e della Formazione, tre giornate che vogliono riaprire un confronto concreto sul futuro della scuola, dei saperi e della comunità educante.
La scuola come architettura del futuro
L’iniziativa, intitolata “Finestre sul futuro. Ogni aula è un domani in costruzione”, nasce con l’obiettivo di ripensare il ruolo dell’educazione in una società attraversata da mutamenti tecnologici, sociali e culturali.
“La scuola deve tornare a essere il cuore pulsante della democrazia, dell’inclusione e della crescita”, ha dichiarato Isabella Conti, assessora regionale alla Scuola, spiegando che la conoscenza deve tornare a essere una bussola di libertà e di partecipazione civile.
Il programma prevede incontri con studenti, insegnanti, famiglie e operatori del settore, in un intreccio di prospettive che restituisce senso al concetto di “patto educativo”. Tra i relatori, Vanessa Roghi, Maura Gancitano, Enrico Galiano, Daniele Biella e Alice Urciolo, in un calendario di tavole rotonde e atelier esperienziali che uniscono teoria e pratica, ascolto e narrazione.
Reggio Emilia, città simbolo dell’educazione condivisa
“Reggio Emilia è da sempre una città che crede nell’educazione come bene comune e come investimento sul futuro”, ha ricordato il sindaco Marco Massari, sottolineando il valore del Reggio Approach come modello pedagogico capace di ispirare pratiche educative in tutto il mondo.
Le giornate saranno dedicate a tre grandi temi: il dialogo con gli studenti (20 ottobre), le sfide della scuola contemporanea (23 ottobre) e il confronto con le famiglie (24 ottobre).
Un percorso di lavoro che, come ha osservato l’assessora comunale Marwa Mahmoud, intende “trasformare ogni aula in uno spazio vivo di democrazia, dove le differenze diventano risorse e la conoscenza un diritto condiviso”.