Caricamento...

Bologna 365 Logo Bologna 365

Emilia-Romagna porta il suo cuore culturale a Expo Osaka 2025

25/09/2025

Emilia-Romagna porta il suo cuore culturale a Expo Osaka 2025

A Expo Osaka 2025 l’Emilia-Romagna ha scelto di raccontarsi attraverso le voci più autentiche e riconosciute delle sue Industrie culturali e creative, un comparto che rappresenta il 3,8% dell’economia regionale con un valore di 5,6 miliardi di euro. Cinema, danza, teatro e musica hanno composto un mosaico che mette in dialogo tradizione e innovazione, e che offre uno spaccato di un territorio abituato a esprimersi attraverso l’arte.

Dalla Cineteca a Verdi, un filo che lega passato e futuro

L’audiovisivo è stato protagonista con la Fondazione Cineteca di Bologna, centro di eccellenza riconosciuto in tutto il mondo, e con i tanti festival che ogni anno animano il territorio. A questa presenza si sono affiancati i numeri che raccontano vitalità: oltre 21.600 spettacoli nel 2023 e 153 progetti sostenuti dalla Regione. Una rete che custodisce cento teatri storici e che vede nella Fondazione Nazionale della Danza – Aterballetto un riferimento unico, applaudito su palchi internazionali.

La musica ha completato il quadro, intrecciando Giuseppe Verdi, le grandi colonne sonore del Novecento e il Liscio, anima popolare della Romagna. A Osaka si sono esibite l’Orchestra Toscanini NEXT e l’Orchestra Casadei, insieme all’Orchestra Cherubini e alla Filarmonica del Teatro Comunale di Modena, a confermare la pluralità di linguaggi che la Regione sa esprimere.

Creatività contemporanea e dialogo con il Giappone

Accanto ai linguaggi classici, l’Emilia-Romagna ha portato in Giappone il volto più innovativo del suo sistema culturale: videogiochi, design, editoria e fumetto. L’evento “Mangaka all’italiana: Ink Stories between Japan and Emilia” ha offerto un terreno di incontro tra Italia e Giappone, con la partecipazione della mangaka Keiko Ichiguchi, residente a Bologna, e del fumettista Andrea Accardi. Una conferma che la cultura emiliano-romagnola non si limita a custodire il patrimonio, ma sa reinterpretarlo e aprirlo a nuove prospettive globali.