Emilia-Romagna, 2,6 milioni per 131 progetti sociali
03/07/2026
La Regione Emilia-Romagna finanzierà 131 progetti del Terzo settore con oltre 2,6 milioni di euro, destinati a interventi per giovani, anziani, persone con disabilità e cittadini che vivono condizioni di fragilità o marginalità sociale. La Giunta regionale ha approvato le graduatorie del bando 2026-27, confermando il sostegno a una rete di iniziative che dovranno essere realizzate entro il 31 dicembre 2027 sul territorio emiliano-romagnolo.
Graduatorie approvate e fondi assegnati ai distretti
Il budget complessivo disponibile ammonta a 2.685.212 euro di fondi statali, distribuiti tra i distretti sulla base della popolazione residente. Dei 131 progetti ammessi, 114 saranno finanziati integralmente, coprendo l’intera richiesta presentata dagli enti proponenti, mentre altri 17 riceveranno un contributo parziale grazie all’utilizzo degli avanzi distrettuali e regionali, secondo quanto previsto dal bando.
Le progettualità fanno capo a partnership composte da associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato e fondazioni del Terzo settore operative in Emilia-Romagna. Il quadro di riferimento è quello degli obiettivi generali e delle aree prioritarie fissate dall’Agenda 2030, con interventi orientati al rafforzamento della coesione sociale, alla partecipazione civica e al sostegno delle persone più esposte a isolamento e svantaggio.
Inclusione, solitudine e welfare di comunità
Il bando punta a contrastare le solitudini involontarie, in particolare tra gli anziani, a sostenere l’inclusione sociale delle persone con disabilità e ad affrontare le condizioni di fragilità economica, educativa e relazionale. Spazio anche al protagonismo dei ragazzi e delle ragazze, alla ricostruzione dei legami nei contesti urbani ed extraurbani più disgregati, alla cittadinanza attiva, al welfare generativo di comunità e alle azioni legate ad ambiente, economia circolare e contrasto al cambiamento climatico.
L’assessora regionale al Terzo settore e Welfare, Isabella Conti, ha definito il Terzo settore una rete essenziale di competenze e prossimità, capace di intercettare i bisogni delle comunità e di costruire risposte concrete. Secondo l’assessora, i progetti finanziati confermano la qualità delle realtà associative regionali e il ruolo dei volontari nel rafforzare relazioni, inclusione e opportunità per cittadini e cittadine.
Dai laboratori sociali agli orti didattici
Tra le iniziative ammesse figurano laboratori di integrazione e coesione sociale in spazi pubblici, rivolti ad anziani, persone con disabilità e cittadini stranieri. Sono previsti anche percorsi creativi e culturali, attività di doposcuola e momenti formativi pensati per contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica.
Molti progetti lavoreranno sulla prevenzione dell’isolamento: ginnastica dolce per gli anziani, eventi musicali per i giovani, iniziative all’aperto per riscoprire il territorio emiliano-romagnolo, raccolte di memorie e ricette tradizionali. Altri interventi riguarderanno salute, cura di sé, educazione alimentare, laboratori intergenerazionali di riuso e riparazione tessile, orti didattici e tintori, educazione ambientale e azioni contro lo spreco, anche alimentare.
La programmazione regionale assegna così al Terzo settore un ruolo operativo nella costruzione di risposte locali, con progetti pensati per incidere nella vita quotidiana delle comunità e per accompagnare persone e territori in percorsi di maggiore partecipazione, autonomia e inclusione.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to