“Dittature a domicilio”: lo Scriba Festival riflette sul potere e le sue nuove forme
di Redazione
19/11/2025
Parole, linguaggi e controllo. È attorno a questi tre cardini che ruota la settima edizione dello Scriba Festival, la rassegna ideata e promossa dalla Fondazione Bottega Finzioni, in programma da venerdì 14 a domenica 16 novembre tra Bologna e Castel Maggiore.
Il tema scelto per il 2025, “Dittature a domicilio”, punta a indagare le derive del potere nella vita quotidiana, le sue espressioni invisibili e le modalità con cui il linguaggio digitale, i social media e le narrazioni contemporanee influenzano le scelte individuali.
Tra dibattiti, laboratori e cinema: tre giorni per raccontare il potere
Il direttore artistico Piero Di Domenico definisce il festival “un’occasione per interrogarsi sul concetto di libertà in un’epoca in cui il controllo si manifesta in forme nuove e spesso sottili”.
Si parte venerdì al DAMSLab con un dibattito sulle dittature domestiche, seguito dall’intervento dello scrittore Marco Malvaldi, che esplorerà il rapporto tra calcio e algoritmi, e dall’incontro con Elena Di Gioia, direttrice artistica di Ert, sul potere nella scrittura teatrale. In serata, la proiezione del documentario Ai Weiwei’s Turandot di Maxim Derevianko.
La giornata di sabato si apre all’ex Asilo Zarri di Castel Maggiore con Matilda De Angelis, protagonista di un laboratorio per bambini intitolato Il dettato sbagliato.
Nel pomeriggio, alla Casa di Quartiere Katia Bertasi, si parlerà di comunicazione gastronomica con Novella Tei, autrice di Masterchef Italia, e di linguaggio giuridico con i magistrati Vito Zincani e Leonardo Grassi.
Alle 17.30, in Salaborsa, torna De Angelis per un dialogo con l’entomologo Gianumberto Accinelli su Le dittature nel mondo animale, mentre alle 19, Stefano Accorsi e lo scienziato Giulio Boccaletti affronteranno il tema della narrazione delle crisi ambientali. Chiuderà la giornata la proiezione del film The Act of Killing di Joshua Oppenheimer.
Memoria, parola e libertà: il gran finale di domenica
Domenica, oltre agli incontri su ghostwriting e scrittura politica, il festival ospiterà un momento di forte valore civile: Enzo Cicco, primo operatore a documentare la strage del 2 agosto 1980, consegnerà al Comune di Bologna il filmato originale di quelle ore, alla presenza del sindaco Matteo Lepore e del presidente dell’associazione delle vittime Pietro Lambertini.
La proiezione integrale, della durata di 70 minuti, sarà seguita da un reading poetico in piazza Dalla con la Slam Poetry.
Tre giorni di incontri, cinema, laboratori e riflessioni per riaffermare l’urgenza di comprendere e nominare le nuove forme del potere, perché — come ricorda Di Domenico — “la libertà inizia dal linguaggio”.
Articolo Precedente
Reggio Emilia, 400 studenti ai laboratori “Imparare a guardare con occhi liberi”