Bologna, sei indagati per adescamento online di una minore
23/04/2026
Sei uomini tra i 25 e i 50 anni sono stati denunciati dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna su presunti episodi di produzione di materiale pedopornografico e adescamento di minori online. L’operazione è scattata il 15 aprile 2026, quando gli agenti hanno eseguito una serie di decreti di perquisizione personale, locale e informatica nei confronti degli indagati, residenti in diverse province coinvolte nell’attività investigativa.
L’indagine partita dalla denuncia dei genitori affidatari
L’inchiesta ha preso avvio dalla denuncia presentata al Commissariato Bolognina Pontevecchio dai genitori affidatari di una ragazza infraquattordicenne. Da quel momento sono partiti gli accertamenti della Polizia di Stato, che hanno permesso di ricostruire, secondo l’ipotesi investigativa, una rete di contatti avvenuti attraverso piattaforme di comunicazione online. Gli interlocutori avrebbero instaurato con la minorenne conversazioni a sfondo sessuale, arrivando a sollecitarla alla produzione e all’invio di fotografie e video di carattere intimo.
Il quadro emerso ha portato la Procura bolognese a disporre una serie di perquisizioni mirate, eseguite in maniera coordinata in più territori. Al centro degli approfondimenti ci sono le modalità con cui i contatti sarebbero stati avviati, sviluppati e mantenuti nel tempo, oltre al materiale eventualmente conservato sui dispositivi utilizzati dagli indagati.
Perquisizioni in più province e dispositivi sequestrati
Alle attività hanno preso parte, oltre al personale del Commissariato Bolognina Pontevecchio, anche gli operatori delle Squadre Mobili e dei Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Bologna, Firenze e Catania, insieme alle Sezioni operative sicurezza cibernetica di Ferrara, Modena e Agrigento. Un intervento articolato, costruito su una collaborazione tra uffici investigativi diversi, con l’obiettivo di agire in modo rapido e simultaneo.
Su disposizione dell’Autorità giudiziaria sono stati sequestrati i dispositivi informatici in uso ai sei indagati. Computer, telefoni e altri supporti digitali saranno ora sottoposti ad analisi forensi, un passaggio ritenuto centrale per verificare contenuti, contatti, eventuali archivi di file e ulteriori tracce utili a definire con precisione il perimetro dei fatti contestati.
Gli accertamenti proseguono sotto il coordinamento della Procura
La Polizia di Stato sottolinea che proprio l’integrazione tra presenza sul territorio e strumenti avanzati di investigazione cibernetica ha consentito di arrivare in tempi rapidi all’individuazione dei soggetti coinvolti. Gli accertamenti tecnici sono ancora in corso e potrebbero fornire nuovi elementi per il prosieguo dell’inchiesta, sia sul contenuto dei dispositivi sequestrati sia su eventuali ulteriori contatti emersi dalle verifiche digitali.
Il procedimento, allo stato attuale, resta nella fase delle indagini preliminari. Per questo motivo la posizione dei sei indagati dovrà essere valutata nel corso dell’iter giudiziario, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza, fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità con sentenza irrevocabile.
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