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Bologna, Nobel Yamanaka riceve il Dottorato ad honorem

07/05/2026

Bologna, Nobel Yamanaka riceve il Dottorato ad honorem
Foto da: 文部科学省, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons

Shin'ya Yamanaka, premio Nobel per la Medicina nel 2012, ha ricevuto il Dottorato ad honorem dall’Università di Bologna per una carriera che ha cambiato il modo di guardare alle cellule staminali e alle prospettive della medicina rigenerativa. Il riconoscimento è stato conferito lo scorso 29 aprile dall’Alma Mater, che ha voluto rendere omaggio allo scienziato giapponese noto per la scoperta delle cellule staminali pluripotenti indotte, le cosiddette cellule iPS.

La ricerca di Yamanaka ha segnato una svolta nel 2006, quando il suo gruppo riuscì a riprogrammare cellule adulte, riportandole a uno stato simile a quello embrionale. Una scoperta che aprì nuove possibilità per lo studio delle malattie, lo sviluppo di terapie cellulari e la medicina rigenerativa, fino al Nobel per la Fisiologia e la Medicina assegnato nel 2012.

La scoperta delle cellule iPS e il valore della verifica scientifica

Nel ricordare i primi risultati ottenuti in laboratorio, Yamanaka ha spiegato di non aver reagito con entusiasmo immediato, ma con prudenza. Di fronte a dati tanto rilevanti, il primo pensiero fu verificare che non fossero il frutto di un errore. Per questo gli esperimenti vennero ripetuti più volte, fino alla conferma della riprogrammazione cellulare.

Le cellule iPS nascono da cellule adulte, come quelle della pelle o del sangue, riprogrammate attraverso l’introduzione di specifici geni. La loro caratteristica principale è la pluripotenza: possono trasformarsi in molti tipi di cellule del corpo umano, tra cui cellule nervose, muscolari ed ematiche, e possono proliferare a lungo in laboratorio.

Dalla ricerca alle prime terapie in Giappone

A quasi vent’anni dalla scoperta, le cellule iPS sono entrate in una fase nuova. In Giappone le prime due terapie commerciali basate su questa tecnologia hanno ottenuto una approvazione condizionata, passaggio che Yamanaka considera significativo ma ancora iniziale. Secondo il ricercatore, la vera prova sarà dimostrare sicurezza ed efficacia su un numero più ampio di casi clinici.

Il percorso tra laboratorio e applicazione medica resta complesso. Uno degli ostacoli principali è il passaggio dalla ricerca di base alla clinica, spesso frenato da costi, risorse insufficienti e difficoltà industriali. Per ridurre questo divario, nel 2020 è nata la Fondazione CiRA, impegnata a fornire cellule iPS di qualità clinica e a facilitare il trasferimento della tecnologia verso le imprese.

Il messaggio ai giovani ricercatori

Nel dialogo con UniboMagazine, Yamanaka ha rivolto un messaggio diretto ai giovani ricercatori: provare, sperimentare e non fermarsi davanti agli errori. Le cellule iPS, ha ricordato, sono arrivate dopo molti fallimenti; proprio da quei passaggi difficili possono nascere approcci nuovi e domande scientifiche capaci di aprire strade inattese.

Per descrivere il proprio metodo, il Nobel ha citato il motto personale “VW”, sintesi di “Vision and Work hard”: visione e lavoro rigoroso. La capacità di mantenere chiaro il motivo della ricerca, unita alla disciplina negli esperimenti, resta per Yamanaka la base da cui possono emergere intuizioni realmente innovative.

Il Dottorato ad honorem ricevuto a Bologna assume così anche un significato internazionale. Yamanaka ha richiamato la tradizione italiana nella ricerca biomedica e il valore delle collaborazioni scientifiche tra Paesi, auspicando che il riconoscimento dell’Alma Mater possa rafforzare ulteriormente i rapporti tra comunità di ricerca.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.