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Bologna mette al sicuro le biciclette: cinque nuove ciclostazioni vicino alle fermate SFM

03/03/2026

Bologna mette al sicuro le biciclette: cinque nuove ciclostazioni vicino alle fermate SFM

A Bologna la scommessa sull’intermodalità smette di essere uno slogan e prende la forma concreta di spazi chiusi, videosorvegliati e accessibili in autonomia, pensati per risolvere uno dei freni più comuni all’uso quotidiano della bici: dove lasciarla senza ansia, soprattutto quando si passa al treno. Il Comune aggiunge cinque nuove ciclostazioni collocate in prossimità di fermate del Servizio Ferroviario Metropolitano, per un totale di 400 posti distribuiti nei principali nodi urbani.

Dove sono e quanti posti offrono

La mappa dei nuovi depositi “a ingresso autonomo” segue una logica chiara: presidiare i punti in cui il passaggio treno+bici diventa naturale, quasi inevitabile, se l’infrastruttura lo rende semplice.

Le nuove strutture sono:

  • Fioravanti – Bologna Centrale (via Fioravanti): 142 posti bici

  • Mazzini (via dei Maceri): 64 posti bici

  • Zanolini (piazza La Veneta): 46 posti bici

  • Casteldebole (via Galeazza): 64 posti bici

  • Borgo Panigale (area vicina a via Sciesa): 82 posti bici

A queste si aggiunge una “pioniera” già operativa: la ciclostazione Roveri, attiva dal 2023, che aveva aperto la strada al modello di accesso tramite app e utilizzo 24/7.

Come funziona il servizio: accesso, dotazioni, costi

Il meccanismo è costruito per essere rapido e standardizzato: non servono chiavi fisiche, né orari da inseguire. Il servizio è gestito da Bomob e resta disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con ingresso automatico tramite app.

Le dotazioni puntano a coprire le esigenze reali di chi pedala in città, senza trasformare il deposito in un “garage premium” per pochi: videosorveglianza, ricarica per e-bike, colonnina per manutenzione e gonfiaggio. Sono spazi chiusi e controllati, non custoditi, quindi l’elemento di deterrenza e tracciabilità è affidato soprattutto a infrastruttura e gestione degli accessi.

Sul fronte tariffario, la scelta è quella di un prezzo “da abitudine”, più che da occasione: 3 euro per la giornata, 10 euro al mese, 30 euro l’anno, con abbonamento necessario per entrare.
Per iniziare basta scaricare e usare l’app dal portale Bomob, registrarsi e attivare l’account; l’apertura avviene inquadrando il QR code e gestendo l’operazione direttamente dall’interfaccia.

Perché contano: intermodalità e “bici quotidiana” senza attriti

Una ciclostazione non cambia la città da sola, ma può cambiare la giornata di chi si muove. Il passaggio treno+bici è spesso un equilibrio delicato: funziona finché ogni passaggio resta semplice, e crolla quando compare la variabile “furto”, o anche solo il timore di rientrare e trovare un lucchetto spezzato. Inserire depositi dedicati vicino alle fermate SFM significa lavorare su quel punto specifico in cui la mobilità sostenibile diventa una decisione pratica, non identitaria, e dove il PUMS chiede soluzioni che riducano l’uso dell’auto senza scaricare costi e rischi sui singoli.

Il progetto rientra nelle previsioni del Biciplan comunale, ed è stato finanziato complessivamente con 675.000 euro, includendo 200.000 euro dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e 120.000 euro dal programma LIFE PrepAIR, fondi europei gestiti dalla Regione Emilia-Romagna.

L’alternativa “hub”: Velostazione ExDynamo, tra parcheggio automatico e custodito

Accanto alle ciclostazioni diffuse, Bologna mantiene un presidio più articolato: la Velostazione ExDynamo in via Indipendenza 71/Z, pensata come punto servizi per chi usa la bici in modo urbano e metropolitano. Qui il parcheggio sicuro è disponibile in due modalità: una automatizzata (sempre tramite lo stesso ecosistema/app delle ciclostazioni, negli orari di apertura della struttura) e una custodita con operatore, che prevede un’area non accessibile al pubblico e la presenza di personale.

È una differenza non banale: l’automazione riduce attriti e costi, la custodia aggiunge un livello di presidio utile a chi lascia la bici per molte ore, o usa mezzi più costosi, o semplicemente vuole un’interazione umana e un supporto immediato.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.