Bologna, il Tecnopolo Dama si apre alla sfida dei microchip
di Redazione
11/09/2025
Il Dama-Tecnopolo di Bologna, già riconosciuto come uno dei poli più avanzati in Europa per supercalcolo, big data e intelligenza artificiale, amplia i propri orizzonti entrando nel settore della progettazione e ricerca sui microchip. Con la firma del protocollo d’intesa tra Regione Emilia-Romagna e Fondazione Chips-IT, la cittadella dell’innovazione diventa sede di un nuovo capitolo nella strategia europea dei semiconduttori.
Una rete internazionale per l’innovazione tecnologica
La Fondazione Chips-IT, organizzazione che lavora con laboratori di eccellenza in Italia e all’estero, avrà la possibilità di insediare una sede all’interno del Tecnopolo. L’intesa mira a creare sinergie tra università, centri di ricerca e imprese, coinvolgendo in particolare l’Università di Bologna, il consorzio Cineca e la Fondazione Icsc. L’obiettivo è integrare competenze e risorse per sviluppare circuiti integrati di nuova generazione e rafforzare l’autonomia europea rispetto al duopolio USA-Cina.
“La collaborazione tra Chips-IT e Dama – ha dichiarato la ministra Anna Maria Bernini – rappresenta un volano di innovazione che moltiplica opportunità per imprese e territori. L’Italia vuole giocare un ruolo da protagonista nella leadership tecnologica europea”.
L’impatto per il territorio e l’Europa
Grazie a questo accordo, il Tecnopolo rafforza la propria posizione nella Data Valley emiliano-romagnola, con progetti che spaziano dal calcolo ad alte prestazioni al design dei semiconduttori. Il presidente della Regione Michele de Pascale ha sottolineato come questa alleanza “permetta di guardare a un’Europa più autonoma e competitiva sul mercato globale”.
Il protocollo si inserisce nel quadro dell’EU Chips Act, il piano europeo che punta a incrementare la produzione di microchip nel continente, riducendo la dipendenza dalle catene di fornitura extraeuropee e stimolando nuove competenze nel settore della microelettronica.
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