Caricamento...

Bologna 365 Logo Bologna 365

Bologna, due arresti per sequestro e rapina: vittima legata per ore

16/09/2026

Bologna, due arresti per sequestro e rapina: vittima legata per ore

Due giovani, nati nel 2006 e nel 2003, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato di Bologna perché gravemente indiziati di sequestro di persona a scopo di estorsione e rapina. I fatti contestati risalgono al novembre 2025 e riguardano un giovane che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato prelevato con la forza sotto casa, immobilizzato e trattenuto per un'intera notte con l'obiettivo di ottenere denaro.

La vittima aggredita con un taser e portata fuori Bologna

L'inchiesta è partita dalla denuncia presentata dalla vittima il 21 novembre 2025. Il giovane aveva raccontato agli investigatori di essere stato sorpreso nei pressi della propria abitazione e aggredito con un taser. Dopo essere stato immobilizzato, sarebbe stato costretto a salire su un'automobile con le mani legate dietro la schiena mediante fascette di plastica.

Durante quella prima fase dell'aggressione gli sarebbero stati sottratti una collanina e il denaro contante che portava con sé. La vittima sarebbe stata quindi condotta in una zona rurale fuori Bologna, all'interno di un immobile dove, secondo gli accertamenti, sarebbe rimasta per diverse ore.

Qui la situazione sarebbe diventata ancora più violenta. Il giovane sarebbe stato legato a una sedia, con mani e piedi bloccati con fascette, percosso e costretto a comunicare le credenziali di accesso al proprio home banking. Lo scopo, secondo l'ipotesi investigativa, era ottenere un'ulteriore somma di denaro.

Il ritorno a casa e la nuova rapina sotto la minaccia di un coltello

Terminata la notte, la vittima sarebbe stata riportata nei pressi della propria abitazione. Anche in quel momento, secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile, sarebbe stata minacciata con un coltello puntato alla schiena e privata di un'altra somma di denaro contante.

Dopo l'aggressione il giovane presentava lividi, ferite lacero-contuse ed escoriazioni in diverse parti del corpo. Le lesioni riguardavano, tra le altre zone, il fianco destro, le ginocchia e il volto.

Videosorveglianza e dati telefonici al centro delle indagini

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Bologna e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, sono partite da pochi elementi. Un ruolo determinante è stato attribuito all'analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nelle vicinanze dell'abitazione della vittima.

L'esame dei filmati ha permesso agli investigatori di individuare un'automobile sospetta, transitata nella zona sia prima sia dopo il sequestro. A partire da quel veicolo sono stati avviati ulteriori accertamenti, incrociando le immagini con i dati di traffico telematico e telefonico.

Il filtraggio di migliaia di informazioni avrebbe portato gli inquirenti a ipotizzare il coinvolgimento dei due giovani, che risultavano sconosciuti alla vittima. Il ragazzo nato nel 2006 risulta incensurato, mentre il giovane classe 2003 ha precedenti per reati contro il patrimonio.

Uno degli arrestati era già detenuto dopo il blitz di San Lazzaro

Il ventitreenne si trovava già in carcere dopo essere stato arrestato il 2 settembre 2026 nel corso di un intervento della Squadra Mobile a San Lazzaro di Savena, nel Bolognese. In quella circostanza gli agenti avevano liberato un altro giovane di 23 anni, sequestrato dal giorno precedente.

L'altro arrestato, secondo quanto comunicato dalla Polizia, sarebbe invece legato da rapporti di parentela a uno dei soggetti fermati nell'ambito della stessa operazione del 2 settembre. Gli accertamenti proseguono nell'ambito del procedimento coordinato dalla Procura.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le responsabilità degli indagati dovranno quindi essere accertate nelle successive fasi giudiziarie e, fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna, resta valida la presunzione di innocenza.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to