Bologna, 350mila euro contro lo sfruttamento lavorativo
06/07/2026
La Giunta comunale di Bologna ha approvato lo schema di accordo con la Regione Emilia-Romagna per proseguire il progetto “Common Ground”, il programma interregionale avviato nel 2023 per contrastare sfruttamento lavorativo, caporalato, lavoro sommerso e irregolarità nei diversi settori produttivi. Al Comune sono destinati circa 350mila euro, nell’ambito delle risorse FAMI assegnate alla Regione, per rafforzare interventi di emersione, assistenza e presa in carico delle persone vulnerabili.
Il progetto Common Ground e le risorse per Bologna
Common Ground è un progetto interregionale finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione FAMI 2021-2027, gestito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La Regione Piemonte svolge il ruolo di capofila, mentre Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Veneto partecipano alla rete di partenariato.
L’obiettivo è intervenire sulle forme di distorsione del mercato del lavoro, promuovendo condizioni occupazionali dignitose, sicure e legali. Il progetto punta anche a consolidare i sistemi territoriali di individuazione delle vittime, orientamento verso i servizi, protezione e accompagnamento, attraverso il raccordo tra servizi sociali, centri per l’impiego, sistema dell’accoglienza, autorità competenti e soggetti del privato sociale.
I destinatari sono cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti in Italia, vittime o potenziali vittime di sfruttamento lavorativo. Il programma coinvolge anche operatori pubblici e privati impegnati nelle attività di prevenzione, assistenza, emersione e presa in carico.
Infopoint, unità mobili ed équipe multidisciplinari
Le risorse assegnate a Bologna saranno impiegate per azioni di primo contatto con le persone a rischio, anche tramite infopoint e unità mobili. Il Comune potrà inoltre lavorare alla costituzione e al consolidamento di équipe multidisciplinari con competenze interculturali, chiamate a definire percorsi personalizzati di accompagnamento sociale, sanitario e socio-lavorativo.
Tra le attività previste rientrano interventi di accoglienza, orientamento e inclusione, oltre al collegamento con i servizi territoriali competenti. Una parte del lavoro sarà dedicata al rafforzamento delle procedure di referral e collaborazione con il sistema dell’accoglienza, le autorità giudiziarie e gli altri soggetti istituzionali coinvolti.
Il Comune di Bologna partecipa già alla rete regionale “Oltre la strada”, coordinata dalla Regione Emilia-Romagna. Sarà proprio questa rete a distribuire ai diversi soggetti attuatori le risorse FAMI assegnate dal Ministero, pari complessivamente a circa 3 milioni di euro per il territorio regionale.
Uno sportello protetto presso il Tribunale
L’accordo prevede anche ulteriori 70mila euro per l’attivazione e la gestione dello Sportello Protetto di intercettazione e orientamento per il contrasto allo sfruttamento lavorativo, collocato presso la Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea del Tribunale di Bologna.
Lo sportello avrà il compito di favorire l’individuazione tempestiva delle persone che subiscono o hanno subito sfruttamento lavorativo e di contribuire alla definizione di meccanismi di trattazione prioritaria dei procedimenti giudiziari. Accanto all’assistenza diretta, il progetto prevede attività di informazione, sensibilizzazione, formazione e aggiornamento rivolte alla prevenzione dello sfruttamento e alla tutela dei diritti dei lavoratori.
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