Bologna rafforza l’inclusione nei servizi 0/6: confermato e ampliato per il 2026 il kit di CAA
29/01/2026
Nei servizi educativi per la prima infanzia il modo in cui si comunica incide in profondità sulla qualità dell’esperienza quotidiana. Non riguarda solo l’apprendimento, ma il sentirsi visti, ascoltati, parte di un contesto che riconosce i tempi e le possibilità di ciascuno. È in questa prospettiva che il Comune di Bologna ha scelto di rinnovare e ampliare, anche per il 2026, il kit di materiali in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), già introdotto in una prima versione all’inizio del 2025.
Il progetto nasce all’interno del Dipartimento educazione, istruzione e nuove generazioni e si rivolge in modo mirato ai servizi ZeroSei: nidi, centri per bambini e famiglie, scuole dell’infanzia comunali e statali. Alla base c’è un lavoro strutturato, portato avanti nel tempo, che coinvolge l’Università di Bologna, l’Ausl di Bologna e il Centro Territoriale di Supporto. La formazione continua del personale educativo e scolastico 0/6 ha permesso di costruire uno strumento condiviso, coerente con i bisogni reali dei contesti educativi.
Cos’è la Comunicazione Aumentativa Alternativa e perché conta nei servizi 0/6
La Comunicazione Aumentativa Alternativa raccoglie strategie, strumenti e supporti pensati per sostenere la comunicazione di bambine, bambini e persone che incontrano difficoltà nell’uso del linguaggio verbale. Simboli, immagini, tabelle visive e soluzioni tecnologiche non prendono il posto della parola, ma la affiancano, rendendola più accessibile e comprensibile.
Nei servizi per l’infanzia la CAA assume un valore che va oltre la dimensione tecnica. Aiuta a costruire routine più leggibili, facilita la comprensione delle consegne, sostiene l’espressione di bisogni ed emozioni, riduce frustrazione e isolamento. In un ambiente educativo, la possibilità di comunicare non può dipendere esclusivamente dalle competenze linguistiche già acquisite.
Il kit CAA 2026: contenuti, materiali e licenze
Il kit 2026 è composto da schede cartacee realizzate con i simboli di ARASAAC, il Centro Aragonese di Comunicazione Aumentativa e Alternativa, distribuiti con licenza Creative Commons BY-NC-SA. Questa scelta garantisce qualità, riconoscibilità dei simboli e la possibilità di adattare i materiali ai diversi contesti educativi.
Le nuove schede ampliano l’ambito di utilizzo rispetto alla versione precedente. Sono presenti materiali dedicati all’educazione alle emozioni, alle autonomie quotidiane, al gioco simbolico, alle espressioni di base, al tempo atmosferico, ai centri di interesse e alle attività all’aria aperta. Si tratta di aree centrali nella vita dei servizi 0/6, dove comunicare in modo chiaro e condiviso significa rendere le esperienze davvero accessibili.
Una scelta educativa che diventa visione politica
L’assessore alla Scuola Daniele Ara ha sottolineato come la presenza di simboli, tabelle di comunicazione e libri in simboli negli spazi educativi rappresenti una presa di posizione chiara. Non un semplice aggiornamento degli strumenti, ma un impegno concreto per garantire a ogni bambina e bambino il diritto di partecipare, interagire ed esprimersi all’interno della comunità scolastica.
Il riconoscimento va anche al personale educativo e scolastico, che ha accolto il percorso con partecipazione attiva. L’investimento nella formazione e nelle tecnologie assistive continua a essere una leva fondamentale per abbattere barriere spesso invisibili, ma decisive per l’inclusione reale.
Per approfondimenti e aggiornamenti sul progetto è possibile consultare il portale Bologna Zerodiciotto.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to