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Un avvio segnato dalle supplenze

16/09/2025

Un avvio segnato dalle supplenze

L’anno scolastico in Emilia-Romagna è ripartito con oltre 530 mila studenti rientrati nelle aule, ma i numeri diffusi dalla CISL Scuola raccontano un quadro che fatica a trovare equilibrio. Quasi un docente su tre lavora con contratto a tempo determinato, segno evidente di un sistema che continua a basarsi in modo strutturale sulle supplenze. Le immissioni in ruolo autorizzate dal Ministero dell’Economia, 4.170 in tutta la regione, non hanno coperto il fabbisogno: oltre mille posti resteranno affidati a personale precario fino a fine agosto.

Le conseguenze si vedono subito: classi con 34 studenti alle superiori, insegnanti che cambiano nel giro di poche settimane, copresenze ridotte al minimo. In alcune aree periferiche trovare supplenti disponibili è un’impresa che si ripete ogni anno, con l’effetto di penalizzare soprattutto chi avrebbe bisogno di continuità didattica.

ATA al minimo storico

Non va meglio per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Dei 2.268 posti disponibili, soltanto 969 sono stati stabilizzati. La copertura si ferma al 58%: significa segreterie sotto pressione, collaboratori scolastici ridotti e difficoltà a garantire i servizi di base. Una carenza che non riguarda solo la gestione ordinaria, ma incide anche sulla sicurezza e sull’organizzazione complessiva delle scuole.

Dietro questi numeri, come sottolinea il segretario regionale della CISL Scuola, Luca Battistelli, c’è un sistema bloccato da procedure concorsuali lente, programmazione universitaria non coerente con il fabbisogno reale e vincoli normativi che impediscono assunzioni stabili. “Servono interventi strutturali e investimenti adeguati – avverte Battistelli – perché la scuola dovrebbe essere il motore di una società più giusta e non un settore lasciato alla precarietà”.