Un agrinido tra le vigne: a Modena un modello nazionale di educazione rurale
di Redazione
27/11/2025
Tra i filari di vite che disegnano la campagna modenese, a tredici chilometri dal centro città, sorge una struttura capace di raccontare una storia diversa sull’infanzia e sul territorio. L’Agrinido “Grappolino” accoglie undici bambine e bambini dai dieci ai trentasei mesi in un luogo dove la campagna non è uno sfondo decorativo, ma una parte viva del progetto educativo. Le finestre affacciano sui frutteti, il suono che accompagna la giornata è quello degli animali della fattoria e la ricreazione significa mani nella terra, cura dell’orto, assaggi di frutta raccolta dai piccoli stessi, giochi sull’erba e conversazioni sotto le pergole.
Un progetto nato dalla volontà dell’Azienda Agricola Chiurato Paolo – Fattoria Sociale, che ha scelto di trasformare un vecchio edificio aziendale inutilizzato in uno spazio pensato per crescere, osservare e sperimentare. La scelta si è rivelata così potente da ricevere il primo premio nazionale “Buone pratiche dell’Italia rurale 2025”, iniziativa promossa dal Ministero dell’Agricoltura nell’ambito del programma “Coltiviamo insieme il domani”, dedicata ai progetti che innovano le comunità rurali attraverso i fondi europei e costruiscono modelli replicabili per le nuove generazioni.
Educazione e natura: un progetto che nasce dal territorio e lo restituisce alla comunità
Il sostegno economico della Regione Emilia-Romagna, con oltre 185mila euro del Programma di sviluppo rurale, ha permesso di riportare in vita un immobile inutilizzato, rendendolo antisismico, efficiente dal punto di vista energetico e conforme ai più alti standard di sicurezza per l’infanzia. Gli interventi hanno incluso materiali isolanti riciclati, sistemi termici a basso consumo e ambienti progettati per garantire luce naturale e continuità visiva con l’esterno, fino a ottenere un edificio a consumo quasi zero.
All’interno, gli spazi sono essenziali e accoglienti, con arredi in legno naturale e colori morbidi che favoriscono un’atmosfera calma e inclusiva. All’esterno, un vero giardino didattico collega l’aula alla vita della fattoria: orti, frutteti, recinti degli animali, percorsi ombreggiati e aree di sperimentazione. Qui ogni gesto diventa esperienza: osservare una pianta crescere, imparare a riconoscere gli insetti utili, capire il valore dell’acqua, scoprire cosa significa aspettare il tempo della natura.
Un presidio educativo e sociale contro lo spopolamento rurale
L’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, ha definito il progetto “un esempio concreto di agricoltura sociale capace di tenere insieme educazione, comunità e sostenibilità”. Parole che trovano riscontro nella funzione reale dell’Agrinido: non una scuola isolata nei campi, ma un presidio territoriale che riduce spostamenti logistici per le famiglie, crea posti di lavoro qualificati, rafforza la rete locale e contrasta lo spopolamento delle aree rurali.
Accreditato dal Comune di Modena, il Grappolino nasce da una collaborazione tra pubblico e privato che dimostra come la sinergia tra imprese agricole, pedagogia e politiche territoriali possa generare valore sociale oltre che produttivo. La fattoria, da luogo di lavoro, diventa spazio culturale e educativo, aperto alla comunità e capace di restituire dignità moderna al patrimonio rurale.
Il riconoscimento nazionale conferma una direzione precisa: la campagna può essere un laboratorio di futuro, non un luogo marginale. E quando i bambini imparano guardando un seme nascere, la comunità intera capisce che l’innovazione può arrivare anche dal gesto più antico del mondo.