Truffa immobiliare a Bologna: denunciato un falso agente dopo l’intervento della Squadra Mobile
05/02/2026
La vicenda emersa a Bologna tra la fine del 2025 e i primi giorni di febbraio 2026 restituisce un quadro nitido di come le truffe immobiliari continuino a colpire persone in cerca di stabilità abitativa, sfruttando fiducia, urgenza e una conoscenza parziale delle procedure. Nella giornata di martedì 3 febbraio 2026, la Polizia di Stato di Bologna ha denunciato un cittadino italiano nato nel 1968, ritenuto responsabile di una truffa ai danni di un cittadino del Bangladesh, classe 1992. L’indagine è stata condotta dal personale della Squadra Mobile e ha permesso di interrompere l’illecito prima che producesse ulteriori conseguenze economiche per la vittima.
Una trattativa costruita su credibilità apparente
I fatti hanno origine nel mese di novembre 2025. Il presunto truffatore si era presentato come agente immobiliare, con modalità e linguaggio tali da apparire credibile e professionalmente affidabile. Venuto a conoscenza della ricerca di un immobile da parte della vittima, si era offerto di seguirla passo dopo passo, proponendo l’acquisto di un appartamento al prezzo di 118.000 euro. Un dettaglio decisivo, emerso solo successivamente, riguarda la reale proprietà dell’immobile: l’appartamento risultava infatti intestato al Comune di Bologna.
Prima di arrivare a un’ipotetica compravendita, la vittima aveva accettato di stipulare un contratto di locazione, versando 1.275 euro come deposito cauzionale. A questo primo pagamento era seguito un ulteriore esborso di 3.600 euro, presentato come necessario per una presunta “liberatoria” dell’agenzia immobiliare. Tutte le richieste erano accompagnate da ricevute, timbri e documentazione che, almeno in apparenza, rafforzavano l’illusione di trovarsi di fronte a un professionista regolare.
Il ruolo decisivo della denuncia e l’intervento della Polizia
Il passaggio determinante avviene quando la vittima decide di confrontarsi con il proprio avvocato, alla ricerca di garanzie aggiuntive. È in questa fase che emerge con chiarezza la natura fraudolenta dell’operazione. Compresa la truffa, il cittadino bangladino si è recato presso l’Ufficio Denunce dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, formalizzando l’accaduto.
La tempestività della segnalazione ha consentito agli investigatori di intervenire in modo mirato. Nel pomeriggio del 2 febbraio 2026 era infatti previsto un ulteriore incontro, durante il quale la vittima avrebbe dovuto consegnare un’altra somma di denaro. Gli agenti, appostati nel luogo e all’orario indicati, hanno individuato un uomo corrispondente alla descrizione fornita. Dopo l’ingresso in un esercizio commerciale e il ritiro della busta con il denaro, il soggetto è stato fermato e identificato.
Confessione e profilo dell’indagato
Durante il controllo, l’uomo è stato trovato in possesso di un timbro ad inchiostro, un blocchetto di ricevute e diversi fogli riconducibili all’attività illecita. Di fronte agli elementi raccolti, ha ammesso la truffa in atto. Il cittadino italiano, risultato pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, contro la persona e in materia di armi, è stato denunciato all’autorità giudiziaria.
L’episodio evidenzia ancora una volta quanto la prevenzione e la verifica preventiva siano determinanti nelle operazioni immobiliari, soprattutto quando vengono richiesti pagamenti anticipati o presentate soluzioni che promettono scorciatoie. Al tempo stesso, conferma l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine, capace di trasformare un sospetto in un intervento concreto ed efficace.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to