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Sosta a pagamento, entrate in calo: la mobilità cambia e il bilancio si adegua

20/02/2026

Sosta a pagamento, entrate in calo: la mobilità cambia e il bilancio si adegua

Le previsioni sulle entrate da canone della sosta per il triennio 2026-2028 fotografano un quadro diverso rispetto alle stime iniziali. La variazione di bilancio approvata per allineare i numeri alle dinamiche reali riduce le attese: per il 2026 si stimano circa 2 milioni di euro in meno, mentre per il 2027 e il 2028 la contrazione prevista è di 1,2 milioni di euro per ciascun anno.

Nel dettaglio, la previsione per il 2026 scende da 14,4 milioni di euro a circa 12,4 milioni. Un dato che va letto alla luce dell’evoluzione recente: prima dell’aggiornamento del piano sosta, gli incassi si attestavano a 8,4 milioni. Il confronto restituisce l’immagine di un sistema in trasformazione, in cui le politiche pubbliche e i comportamenti individuali stanno incidendo in modo misurabile sui flussi finanziari.

Più stalli gratuiti e meno pressione sugli utenti

La prima leva che ha inciso sulle entrate è l’aumento degli stalli gratuiti riservati ai residenti e alle persone con disabilità. In coerenza con le linee del PGTU, che privilegia il trasporto pubblico rispetto all’auto privata, quasi 260 posti auto sono stati sottratti alla sosta a pagamento.

Nel Centro Storico sono stati aggiunti 79 stalli gratuiti per residenti; nella Zona Corona 132 posti sono stati destinati ai residenti e 47 alle persone con disabilità. La scelta ha un impatto diretto sugli introiti, ma risponde a un’impostazione più ampia: riequilibrare l’uso dello spazio pubblico e alleggerire il carico economico su chi vive stabilmente la città.

A ciò si aggiunge il fatto che la manovra tariffaria non è stata applicata ai parcheggi in struttura, utilizzati in prevalenza tramite abbonamento dai residenti. Questa decisione comporta un minor introito stimato in circa 500 mila euro.

Digitalizzazione e calo del traffico: il nuovo equilibrio

Il secondo fattore riguarda il cambiamento nelle abitudini di pagamento. L’utilizzo delle applicazioni digitali è cresciuto del 20%, mentre l’uso dei parcometri tradizionali ha registrato una flessione del 35%. Il pagamento tramite app consente di calcolare con precisione il tempo effettivo di sosta, evitando costi eccedenti. Ne deriva un risparmio diretto per l’utenza e, specularmente, una riduzione degli incassi per l’Ente.

Il dato si intreccia con una diminuzione complessiva delle transazioni di sosta, pari al 6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un andamento coerente con il calo del traffico urbano, che nel 2025 ha segnato un -9%. L’aumento tariffario medio introdotto lo scorso anno non ha quindi prodotto l’incremento atteso, anche per effetto di una domanda più elastica.

Per il 2027 e il 2028 la riduzione prevista è più contenuta, anche grazie ai nuovi stalli in fase di realizzazione lungo le linee del tram. La stima per il 2026 resta improntata a prudenza; l’amministrazione prevede un possibile consolidamento su livelli leggermente superiori, anche in considerazione dell’apertura del parcheggio Staveco. L’andamento effettivo sarà monitorato e potrà essere oggetto di ulteriori aggiustamenti.

L’assessore alla Mobilità, Michele Campaniello, interpreta il dato come il riflesso di una strategia precisa: disincentivare l’uso dell’auto privata, ridurre il traffico, ampliare la sosta gratuita per i residenti e sostenere il trasporto pubblico. Le recenti comunicazioni sul numero record di abbonamenti al Tpl e la contrazione degli spostamenti urbani nel 2024 e nel 2025 vengono lette nella stessa direzione. Se questa traiettoria proseguirà, le entrate da canone sosta potrebbero fisiologicamente ridursi, in parallelo con una città meno congestionata e più orientata a modalità di spostamento sostenibili.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to