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Sicurezza sui treni, la denuncia dei sindacati

07/04/2026

Sicurezza sui treni, la denuncia dei sindacati
Foto da: Twice25 & Rinina25, CC BY-SA 3.0 <http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/>, via Wikimedia Commons

A tre mesi dall’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, il tema della sicurezza ferroviaria torna al centro del dibattito con toni duri e preoccupati. A sollevare nuovamente la questione è Manola Cavallaro, segretaria regionale della Fit Cisl Emilia-Romagna, che richiama l’attenzione su promesse rimaste, a suo dire, senza seguito concreto dopo l’incontro istituzionale avvenuto nei giorni immediatamente successivi alla tragedia.

Promesse istituzionali e realtà operativa

Nel confronto con la Prefettura di Bologna, convocato due giorni dopo l’uccisione del capotreno nei pressi della stazione centrale, erano emerse linee d’azione condivise tra istituzioni, politica e rappresentanze sindacali. Tra queste, il rafforzamento della presenza della Polizia Ferroviaria a bordo dei treni, un presidio più capillare nelle stazioni e tempi di intervento più rapidi in caso di emergenza segnalata dal personale ferroviario.

Accanto a queste misure, erano stati annunciati anche interventi strutturali, come il controllo degli accessi ai convogli riservato ai soli passeggeri muniti di biglietto, oltre a un potenziamento degli strumenti di sicurezza interna da parte di Ferrovie dello Stato: diffusione delle bodycam tra gli operatori, incremento delle risorse dedicate alla security e l’impiego di unità cinofile.

Secondo la rappresentante sindacale, tuttavia, l’insieme di queste iniziative non avrebbe trovato una traduzione effettiva sul piano operativo. Una distanza tra dichiarazioni e attuazione che alimenta un clima di crescente sfiducia tra i lavoratori del settore.

Il nodo degli organici e il caso Polfer

A rendere il quadro ancora più delicato contribuisce la segnalazione del Siulp, il sindacato di Polizia, che ha ipotizzato un possibile trasferimento temporaneo di cinque operatori della Polfer di Bologna verso la sezione di Rimini a partire dal 13 aprile. Una misura che, se confermata, inciderebbe su un presidio già considerato strategico, soprattutto in una fase in cui la domanda di sicurezza è aumentata.

La scelta di ridurre il servizio notturno a Rimini, limitandolo alla fascia diurna 7-19, viene giudicata con forte preoccupazione. L’avvicinarsi della stagione estiva, con il conseguente incremento dei flussi turistici, rappresenta infatti un periodo storicamente più esposto a episodi di vandalismo e microcriminalità, elementi che richiederebbero, secondo i sindacati, un rafforzamento e non una riduzione dei presìdi.

In questo contesto, le organizzazioni sindacali hanno avanzato una richiesta unitaria per la convocazione urgente di un tavolo con i prefetti di Bologna e Rimini, estendendo l’invito al coordinamento di tutte le prefetture dell’Emilia-Romagna. Un passaggio ritenuto necessario per ristabilire un confronto operativo e verificare lo stato di attuazione degli impegni assunti.

La sicurezza nel trasporto ferroviario, ribadiscono i rappresentanti dei lavoratori, non può restare confinata a dichiarazioni d’intenti. Richiede interventi misurabili, continuità operativa e una regia istituzionale capace di tradurre le priorità emerse in azioni concrete e tempestive.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.