Rifiuti abbandonati e degrado urbano: l’appello di Confcommercio e Cna per controlli più severi
di Redazione
21/11/2025
La fotografia scattata da commercianti e associazioni di categoria restituisce l’immagine di una città stanca di convivere con rifiuti lasciati fuori posto, biciclette abbandonate a ridosso dei portici e sporcizia accumulata davanti alle serrande dei negozi. Un mosaico di piccole e grandi inciviltà che a Bologna, dal centro alla periferia, sta diventando meno tollerabile, soprattutto per chi ogni giorno apre una bottega o gestisce un’attività in strade sempre più segnate da comportamenti disattenti.
L’allarme di Confcommercio: “Regole chiare, ma serve farle rispettare”
Giancarlo Tonelli, direttore generale di Confcommercio Ascom, descrive una situazione che non lascia spazio a interpretazioni: sacchetti lasciati a terra accanto ai cassonetti, cumuli di cartone abbandonati la sera, resti alimentari poggiati sui marciapiedi. Secondo Tonelli questo tipo di incuria, oltre a generare disordine, crea un effetto imitativo difficile da arginare, e lo si nota in ogni quartiere, senza distinzione.
Le segnalazioni non riguardano soltanto la gestione dei rifiuti: davanti ai negozi vengono trovate tracce lasciate durante la notte, con una regolarità che ha smesso di stupire anche chi è abituato a vedere di tutto. In aree periferiche come la Barca, poi, il problema assume dimensioni diverse, con frigoriferi, televisori e materassi abbandonati lungo le strade, talvolta in pieno giorno.
Tonelli riconosce il lavoro quotidiano degli operatori di Hera, che intervengono su segnalazione con una rapidità apprezzabile, ma sottolinea come la sola pulizia non sia sufficiente: senza controlli più sistematici, afferma, chi abbandona rifiuti continuerà a farlo.
La posizione di Cna: “Informazione insufficiente e costi che ricadono su tutti”
Claudio Pazzaglia, direttore generale di Cna, sollecita un’analisi più approfondita delle cause di questo comportamento diffuso. Lo smaltimento straordinario, ricorda, ha un costo economico che finisce per pesare sull’intera comunità. Le telecamere non possono essere installate ovunque, ma potrebbero comunque fungere da deterrente nei punti più sensibili.
Pazzaglia esclude che le imprese siano responsabili degli abbandoni: seguono procedure precise e conoscono bene ciò che è consentito conferire nei cassonetti pubblici. Il problema, ribadisce, riguarda soprattutto cittadini poco informati. Portare un ingombrante in un’isola ecologica richiede tempo e un minimo di organizzazione, ma il mancato rispetto di questa semplice regola si traduce in un carico che la città non può più sostenere.
In assenza di un cambiamento culturale e di controlli più rigorosi, il rischio è quello di abituarsi al degrado come se fosse parte del paesaggio urbano. Ed è proprio questo, più di ogni altra cosa, che commercianti e associazioni temono.
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