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Restituito alla Curia il leggio storico della Sala dell’VIII Centenario

04/02/2026

Restituito alla Curia il leggio storico della Sala dell’VIII Centenario

Si è svolta nella mattinata del 3 gennaio la cerimonia di restituzione alla Curia del leggio ligneo che per anni aveva accompagnato la vita istituzionale della Sala dell’VIII Centenario del Rettorato dell’Università di Bologna. Un gesto dal forte valore simbolico, che ha riportato alla sua sede originaria un manufatto capace di raccontare, attraverso il legno e le sue forme, un tratto significativo della storia cittadina.

L’opera, realizzata da una bottega bolognese nel XIX secolo, era stata concessa in prestito all’Ateneo in occasione delle celebrazioni per il nono centenario della fondazione universitaria. Nel corso del tempo, complice il naturale mutare degli spazi e degli allestimenti, la sua provenienza si era progressivamente offuscata, fino a quando un’attenta ricostruzione storica ha consentito di individuarne l’origine e di avviare il percorso di restituzione.

Un recupero di memoria tra Ateneo e Curia

La cerimonia si è tenuta alla presenza del Rettore Giovanni Molari, del Vicario generale Don Angelo Baldassarri e del Segretario generale della Curia Stefano Cavalli. Un momento sobrio ma carico di significato, che ha sottolineato il valore della collaborazione istituzionale e del rispetto per il patrimonio condiviso.

A ricevere ufficialmente il leggio, per conto della Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, è stato l’attuale parroco Monsignor Ottani. Con la restituzione, il manufatto ha ritrovato il proprio contesto storico e liturgico, tornando a essere parte viva di un insieme più ampio.

Tre leggii, una storia comune

Il leggio restituito fa parte di una serie di tre esemplari, oggi nuovamente riuniti ed esposti presso la Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, in Strada Maggiore 4, nel cuore di Bologna. Riunire i tre manufatti ha significato ricomporre una narrazione frammentata, restituendo unità a un patrimonio che parla di artigianato locale, di committenza ecclesiastica e di rapporti consolidati tra le istituzioni cittadine.

La vicenda del leggio racconta anche il valore della cura e dell’attenzione verso gli oggetti che abitano gli spazi pubblici. Non semplici elementi d’arredo, ma testimoni silenziosi di cerimonie, passaggi istituzionali e momenti solenni. Il ritorno alla sede originaria rafforza il legame storico e culturale tra la città, l’Università e la Curia, riaffermando una continuità che attraversa i secoli e che trova, in gesti come questo, una forma concreta di riconoscimento.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to