Reggio Emilia, undici nuovi alloggi per l’autonomia abitativa: il modello Housing Led contro la marginalità
di Redazione
22/10/2025
Un edificio pubblico riqualificato, undici miniappartamenti e una ventina di persone che da senza dimora sono tornate ad avere una casa vera. A Reggio Emilia prende forma il modello Housing Led, una sperimentazione che traduce in pratica l’idea che il diritto all’abitare sia il primo passo verso il recupero di dignità, autonomia e partecipazione sociale.
L’intervento, finanziato con 500 mila euro di fondi PNRR, è stato realizzato in via Dalmazia dal Comune di Reggio Emilia, con il coordinamento dell’assessorato alla Cura delle persone e la collaborazione della Cooperativa Papa Giovanni XXIII. Gli alloggi sono destinati a persone con un grado medio o alto di autonomia e una minima capacità economica, escluse dal mercato privato della casa ma pronte a intraprendere un percorso di stabilità e reinserimento.
Dalla marginalità all’autonomia: un nuovo modo di abitare
Il progetto adotta il modello Housing Led, che sostituisce la logica dell’emergenza con quella dell’accompagnamento. Ogni residente è affiancato da figure educative a “bassa intensità”, presenti alcune ore a settimana per sostenere la gestione quotidiana, le relazioni di vicinato e la costruzione di una nuova normalità.
Gli appartamenti, dotati di arredi di base e spazi comuni condivisi, favoriscono la convivenza e la responsabilità reciproca. Tre unità, progettate in collaborazione con il Criba, sono completamente accessibili, per garantire inclusione anche alle persone con disabilità.
“Gli appartamenti di Housing Led sono un luogo ‘ponte’: non solo un tetto, ma un’opportunità per ricominciare”, ha dichiarato l’assessora Annalisa Rabitti, evidenziando l’importanza del contesto curato, del giardino comune e della socialità come elementi di rinascita personale e collettiva.
L’abitare come strumento di inclusione
Il vicesindaco Lanfranco De Franco ha ricordato come il progetto rappresenti “una riqualificazione importante di un edificio pubblico, resa possibile dai fondi PNRR e dagli interventi di efficientamento energetico e consolidamento strutturale”.
A sottolineare la portata del modello è stata anche l’assessora regionale Elena Mazzoni, che ha definito l’Housing Led “una delle risposte più efficaci alla marginalità adulta, perché riconosce la casa come punto di partenza per ricostruire legami e progettualità”.
L’esperienza di via Dalmazia si inserisce nella più ampia rete di accoglienza del Comune di Reggio Emilia, che include alloggi protetti, servizi di pronta accoglienza e piani di emergenza per l’inverno. Un mosaico di interventi che, insieme, restituisce concretezza all’idea di una città capace di non lasciare indietro nessuno.