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Reggio Emilia ospita la conferenza internazionale su David Graeber

05/10/2025

Reggio Emilia ospita la conferenza internazionale su David Graeber

Tre giornate di studio dedicate a David Graeber, antropologo e attivista tra i più influenti del nostro tempo, approdano mercoledì 8 ottobre a Reggio Emilia. Dopo le tappe di Bologna e Ravenna, sarà infatti la città emiliana a ospitare la chiusura della conferenza internazionale “David Graeber tra antropologia e filosofia”, con incontri che si svolgeranno al palazzo Dossetti di Unimore e alla biblioteca Panizzi, aperti gratuitamente al pubblico.

L’eredità di un pensiero radicale

Al centro dei lavori ci sarà il rapporto tra economia ed etica, uno dei temi cardine dell’opera di Graeber. Secondo il suo approccio, lavorare non è di per sé un valore, ciò che conta è il contributo reale alla società, con una rivalutazione del lavoro di cura e sociale. Concetti che trovano oggi nuova attualità in un contesto globale segnato da precarietà, disuguaglianze e da quella che l’autore definiva l’invasività dei “bullshit jobs”.

L’assessore alla Cultura Marco Mietto, che aprirà i lavori reggiani, ha sottolineato come la riflessione di Graeber fornisca strumenti preziosi: “In un’epoca segnata dall’incertezza, il suo pensiero ci spinge a immaginare alternative concrete, valorizzando le forme di auto-organizzazione collettiva più delle stesse istituzioni”, ha dichiarato.

Un confronto internazionale

Accademici provenienti da vari Paesi – antropologi, sociologi e filosofi – discuteranno dell’impatto scientifico e politico del ricercatore scomparso nel 2020, autore di opere di riferimento come Debito. I primi 5000 anni. Graeber ha saputo unire la ricerca accademica con un impegno politico e civile capace di influenzare generazioni di studiosi e attivisti, aprendo nuove strade di interpretazione sui rapporti tra economia, democrazia e potere.

L’iniziativa è promossa da Sive Natura, Università di Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia, Comune di Reggio, Almagia e Goldsmiths University di Londra, confermando l’interesse internazionale verso un intellettuale che ha saputo unire rigore e immaginazione critica.