Peste suina africana, promossa l’Emilia-Romagna dagli ispettori Ue
di Redazione
02/10/2025
Gli ispettori della Direzione Generale Salute e Sicurezza alimentare della Commissione europea hanno espresso un giudizio positivo sulla gestione della Peste suina africana in Emilia-Romagna. L’audit, svoltosi tra il 22 e il 25 settembre nei territori di Piacenza e Parma, ha verificato procedure, controlli e collaborazioni messe in campo dalla Regione, giudicandole efficaci e ben coordinate.
Un sistema di controllo riconosciuto a livello europeo
Il rapporto ha messo in luce diversi aspetti di rilievo: l’ottimo coordinamento tra Servizi veterinari e Polizia provinciale, la consapevolezza dei cacciatori sulle ordinanze commissariali, la tracciabilità puntuale delle carni e la precisione dei controlli di biosicurezza negli allevamenti. Un quadro che, rispetto all’audit del 2023, appare nettamente più strutturato grazie al lavoro della nuova Struttura commissariale nazionale.
Durante le verifiche, gli ispettori hanno visitato case di caccia, macelli industriali e uffici veterinari, senza riscontrare non conformità. Il dato più significativo resta quello emerso dai mesi estivi appena trascorsi: non è stato registrato alcun focolaio nei suini allevati, segno che il sistema di prevenzione ha funzionato anche nella fase più delicata dell’anno.
Le misure economiche e di contenimento
Accanto ai controlli, la Regione ha attivato un piano di sostegno al comparto: quattro bandi per 11,1 milioni di euro a favore di oltre 150 aziende agricole, per rafforzare gli investimenti in biosicurezza. Sul fronte venatorio, la caccia al cinghiale è stata prolungata e resa più flessibile, con risultati tangibili: i danni stimati sono scesi da 800mila a poco più di 200mila euro.
Alla vigilia della cabina di regia convocata a Piacenza con il commissario straordinario Giovanni Filippini e gli assessori regionali Massimo Fabi e Alessio Mammi, la valutazione Ue conferma la bontà del modello emiliano-romagnolo: un approccio che unisce tutela sanitaria, sostegno economico e responsabilità condivisa lungo l’intera filiera suinicola.
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