Odore acre nelle province di Ravenna e Forlì-Cesena: la causa è lo spandimento di borlanda
26/02/2026
Un odore penetrante, descritto da molti come simile a pesce in decomposizione, è stato avvertito negli ultimi giorni in diverse aree delle province di Ravenna e Forlì-Cesena. Le segnalazioni si sono concentrate in particolare ad Alfonsine, Lavezzola e Faenza, oltre che in vari quartieri della città di Forlì. Un fenomeno che ha generato comprensibile preoccupazione tra i residenti, soprattutto per l’intensità e la persistenza dell’esalazione.
All’origine non vi sono sversamenti anomali né emissioni industriali, bensì attività agricole stagionali: lo spandimento nei terreni della cosiddetta borlanda liquida, un fertilizzante organico utilizzato per arricchire il suolo in vista delle coltivazioni.
Che cos’è la borlanda e perché produce cattivo odore
La borlanda è un concime di origine naturale ricavato dagli scarti della lavorazione delle barbabietole da zucchero. Si presenta come un liquido denso e viscoso, completamente solubile in acqua, impiegato per apportare sostanza organica e nutrienti ai terreni agricoli. Il suo utilizzo rientra nelle pratiche agronomiche consolidate, specialmente nelle aree a forte vocazione agricola come la pianura romagnola.
L’odore intenso è una caratteristica intrinseca del prodotto. Durante la distribuzione nei campi, e nelle ore immediatamente successive, la componente organica sprigiona effluvi marcati che possono risultare sgradevoli, soprattutto in presenza di condizioni meteorologiche favorevoli alla loro diffusione. La direzione e la velocità del vento incidono in modo significativo sulla percezione del fenomeno: a seconda delle correnti, l’odore può spostarsi anche a diversi chilometri dal punto di spandimento.
Si tratta, in ogni caso, di un fertilizzante che non comporta rischi per la salute pubblica. Le autorità locali hanno chiarito che l’origine dell’odore è riconducibile esclusivamente alle attività agricole in corso e che non sussistono criticità di natura ambientale o sanitaria.
Un fenomeno temporaneo legato alle attività agricole
Lo spandimento della borlanda avviene in periodi specifici dell’anno, legati al calendario colturale e alle esigenze dei terreni. L’intensità dell’odore tende a ridursi progressivamente nel giro di pochi giorni, man mano che il prodotto viene assorbito dal suolo e le operazioni nei campi si concludono.
In contesti rurali e periurbani, la convivenza tra centri abitati e aree agricole comporta talvolta disagi olfattivi di questo tipo, soprattutto quando le condizioni atmosferiche ne amplificano la diffusione. È un effetto collaterale di pratiche agricole che restano, peraltro, fondamentali per la fertilità dei terreni e per la produttività delle coltivazioni.
Per i cittadini delle zone interessate si tratta dunque di un fenomeno circoscritto nel tempo, destinato a esaurirsi con la fine delle operazioni di spandimento. L’odore, per quanto sgradevole, non è indice di inquinamento né di pericolo: è piuttosto il segno tangibile di un’attività agricola che segue il suo ciclo stagionale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to