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Navile, alla Casa delle Autonomie arriva una rampa in Lego simbolo di inclusione

30/03/2026

Navile, alla Casa delle Autonomie arriva una rampa in Lego simbolo di inclusione

Lunedì 30 marzo alle 11, alla Casa delle Autonomie di via Colombarola 46, nel quartiere Navile, è stata inaugurata una nuova rampa realizzata con migliaia di mattoncini Lego.

Non si tratta di un’installazione simbolica fine a se stessa, ma di un intervento concreto legato all’accessibilità, nato all’interno del progetto Talents, iniziativa di inclusione sociale e lavorativa portata avanti da giovani con autismo che hanno trasformato una passione condivisa in un’attività dal forte valore civile.

Il cuore del progetto sta proprio qui: usare creatività, competenze manuali e capacità progettuale per costruire rampe modulari in Lego destinate all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Il quartiere Navile ha scelto di accogliere questa proposta, sostenendo la realizzazione di una struttura che troverà posto presso la Casa delle Autonomie, spazio già fortemente legato ai temi della partecipazione, del supporto alle fragilità e della vita di comunità.

Una rampa nata dal territorio e dalla partecipazione

La particolarità dell’intervento riguarda tanto il risultato quanto il percorso che lo ha reso possibile. La rampa, infatti, è stata assemblata utilizzando migliaia di mattoncini Lego donati dai cittadini e dagli studenti dell’Istituto Comprensivo 4. Un gesto collettivo che ha dato forma a un’opera capace di unire utilità pratica e forza comunicativa. Il messaggio è immediato: l’abbattimento delle barriere non passa soltanto dalle infrastrutture, ma anche dalla capacità di una comunità di riconoscere un bisogno e di rispondere insieme.

In questo caso, il valore dell’iniziativa supera il dato tecnico. La rampa diventa un segno visibile di collaborazione tra realtà diverse, un oggetto che racconta una visione precisa dell’inclusione. Ogni mattoncino inserito nel progetto richiama un contributo individuale, un’adesione concreta a un’idea di città più accessibile, più consapevole e più attenta alle persone.

Il ruolo delle scuole nel percorso educativo

L’inaugurazione rappresenta il punto di arrivo di un lavoro costruito nel tempo anche sul piano educativo. Il progetto, infatti, ha coinvolto direttamente il territorio di Corticella attraverso due giornate di laboratorio alle quali hanno partecipato complessivamente sette classi delle scuole primarie Marsili e Mader. Gli alunni non sono stati semplici spettatori, ma parte attiva di un’esperienza che ha intrecciato manualità, riflessione e sensibilizzazione sul tema dell’accessibilità.

Il coinvolgimento delle scuole ha dato ulteriore profondità all’iniziativa. I bambini hanno potuto misurarsi con il significato concreto delle barriere architettoniche e, allo stesso tempo, con l’idea che ogni contributo, anche piccolo, possa incidere in maniera reale sulla qualità della vita di una comunità. La raccolta dei mattoncini è poi proseguita negli spazi del Centro Lame, ampliando ulteriormente la partecipazione e rafforzando il legame tra il progetto e il quartiere.

Una rete di soggetti per un’idea concreta di accessibilità

Determinante è stata la collaborazione con le associazioni che gestiscono e animano la Casa delle Autonomie, cioè AIAS, Associazione Italiana Assistenza Spastici, e CEPS, Centro Emiliano Problemi Sociali per la Trisomia 21. Il loro contributo ha permesso di inserire l’intervento dentro un contesto che da tempo lavora sul sostegno alle persone e sulle pratiche quotidiane dell’inclusione.

Alla cerimonia interverranno la presidente del quartiere Navile Federica Mazzoni, Sebastiano Rizzardi in rappresentanza di Provate Società Cooperativa Sociale, i gestori della Casa delle Autonomie e l’Ufficio reti e lavoro di comunità, che ha seguito il coordinamento dell’intero percorso. La presenza di soggetti istituzionali, educativi e associativi restituisce bene il senso dell’iniziativa: l’accessibilità funziona davvero quando diventa responsabilità condivisa e quando viene affrontata con strumenti capaci di tenere insieme utilità, partecipazione e immaginazione.

La rampa in Lego, in questa prospettiva, assume un valore che va oltre la sua funzione immediata. È una risposta concreta a un bisogno, ma anche un’immagine forte di ciò che accade quando un territorio sceglie di costruire inclusione pezzo dopo pezzo, senza retorica e con un coinvolgimento autentico delle persone.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to